Montreux fin dalle prime edizioni mette a frutto degli ottimi rapporti con etichette importanti, come la Atlantic e la Verve. Il successo del festival attira poi l'interesse di Bob Thiele, il produttore che aveva fondato la Flying Dutchman, una etichetta allora molto dinamica. Così alla quinta edizione il festival propose una Flying Dutchman Night, a cui parteciparono con i propri gruppi Gato Barbieri (vedi le due puntate precedenti), Eddie Cleanhead Vinson, il cantante Leon Thomas, il chitarrista Larry Coryell: e la serata fu aperta da Oliver Nelson, anche lui della scuderia della Flying Dutchman. Alla testa di una big band di quasi trenta elementi messa in piedi per l'occasione, Nelson propose una ampia suite, la Swiss Suite, da cui il titolo dell'album che fu ricavato dal concerto. In evidenza nella Swiss Suite sono il sax tenore di Gato Barbieri e il sax alto di Eddie Vinson, che parteciparono all'esecuzione della suite come solisti ospiti, prima di tornare sul palco con i rispettivi gruppi, e il sax alto dello stesso Oliver Nelson. (prima parte) A cura di Marcello Lorrai