Gek Tessaro "artigiano" cantastorie, illustratore che racconta avventure nel momento in cui nascono e succedono.
Ha disegnato più cavalli di tutto il suo condominio, della sua città e forse dell’Italia intera (cit.).
L’uso della lavagna luminosa, uno strumento analogico, in un mondo digitale, per “riflettere” immagini che dipingendo al “contrario” restituiscono agli spettatori pezzi di personaggi, che man mano prendono vita. La sua presenza di spalle quasi invisibile, la sua voce che coinvolge con rime divertenti e coinvolgenti permettono di essere “attivi” protagonisti di un racconto in divenire. I colori, fluiscono e si muovono, come se prendessero vita e di fatto fanno rivivere immagini quasi oniriche di personaggi di altri tempi.
Gek, in questa intervista condivide la sua visione, il modo in cui vede il mondo attraverso gli occhi di chi sa fermarsi a osservare. Il tempo è l’elemento essenziale dell’osservazione, dell’ascolto, che ci permette di incontrarci e accoglierci (cit.).
Questa intervista è per chi, vive la vita ricordandosi ancora di essere bambino/a, e si prende il tempo di ascoltarla tutta fino in fondo, e non “buttando un occhio”, perché non si sa mai dove va a finire (cit.).
Dedicato a tutti i bambini, o coloro che si sentono tali.
“Riflettere al contrario” ci permette di non seguire il mainstream digitale di una intelligenza artificiosa, ma bensì, ritornare a noi stessi, all’ascolto, al tempo e alla co-creazione umana nel momento in cui accade.
Sporcarsi le mani di colore non è la stessa cosa che disegnare con il computer (cit.).
Buona Onda
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