Chi era Eva Braun, la donna che per circa sedici anni riuscì a conservare il ruolo di amante del Führer, pur restando fino alla fine poco più che una sconosciuta?
Aveva diciassette anni quando, nello studio fotografico Hoffmann dove lavorava come commessa-apprendista, conobbe Hitler, ambizioso ed affascinante uomo politico destinato a cambiare il destino della Germania e del mondo. Divenne la sua amante, sacrificando al miraggio di una vita insieme al Führer, sogni e desideri: esclusa dalla vita pubblica, coperta di regali e segregata nella fortezza dell'Obersalzberg, come un uccellino in una gabbia dorata, scivolò spesso nella disperazione, fino a tentare due volte il suicidio.
Ma il suo destino era ben altro, e dopo anni di paziente e remissiva attesa, Eva avrebbe avuto il finale che meritava e che aveva fortemente voluto: una morte rapida e indolore al fianco dell'uomo che, seppure per poche ore, era divenuto suo marito.
Antonella Ferrera intervista il giornalista del Tg1 Roberto Olla.