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In parte in esilio, in parte a casa. La nuova vita a Gerusalemme per l’ex rabbino capo di Mosca rav Pinchas Goldschmidt è carica di contraddizioni. Aver lasciato quella che per oltre trent’anni è stata casa sua, dove ha contribuito a ricostruire un tessuto ebraico, è stata una scelta difficile. Ma, come ha raccontato alla tedesca Süddeutsche Zeitung nella sua prima intervista dopo la fuga dalla Russia, la pressione da parte delle autorità perché assecondasse pubblicamente l’invasione dell’Ucraina era diventata insostenibile.
By Pagine EbraicheIn parte in esilio, in parte a casa. La nuova vita a Gerusalemme per l’ex rabbino capo di Mosca rav Pinchas Goldschmidt è carica di contraddizioni. Aver lasciato quella che per oltre trent’anni è stata casa sua, dove ha contribuito a ricostruire un tessuto ebraico, è stata una scelta difficile. Ma, come ha raccontato alla tedesca Süddeutsche Zeitung nella sua prima intervista dopo la fuga dalla Russia, la pressione da parte delle autorità perché assecondasse pubblicamente l’invasione dell’Ucraina era diventata insostenibile.