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Dalla malinconia spettrale del bosco dei suicidi alla furia rovente di una landa desolata. In questo Canto l’atmosfera cambia radicalmente: non c'è più il dolore silenzioso delle anime-piante, ma la voce roca e sfacciata dei bestemmiatori, che sfidano il Cielo a testa alta. È qui che incontriamo l'ira titanica e indomabile di Capaneo.
Ma c'è di più: Dante ci regala una delle pagine mitologiche più affascinanti dell'intera Commedia, svelandoci l'origine segreta dei quattro fiumi infernali, nati dalle crepe e dalle lacrime del misterioso Veglio di Creta.
Entra nel cuore del Canto e scopri un Inferno che non smette mai di stupire.
Donato Russo
Dalla malinconia spettrale del bosco dei suicidi alla furia rovente di una landa desolata. In questo Canto l’atmosfera cambia radicalmente: non c'è più il dolore silenzioso delle anime-piante, ma la voce roca e sfacciata dei bestemmiatori, che sfidano il Cielo a testa alta. È qui che incontriamo l'ira titanica e indomabile di Capaneo.
Ma c'è di più: Dante ci regala una delle pagine mitologiche più affascinanti dell'intera Commedia, svelandoci l'origine segreta dei quattro fiumi infernali, nati dalle crepe e dalle lacrime del misterioso Veglio di Creta.
Entra nel cuore del Canto e scopri un Inferno che non smette mai di stupire.
Donato Russo
Lasciata alle spalle la dolorosa foresta dei suicidi, si apre davanti a noi una distesa arida e bruciata da lapilli infuocati.
Benvenuti nel girone dei bestemmiatori. Qui la rabbia di Capaneo sfida ancora il cielo, sdegnosa e immortale. E poco distante, nella penombra di una grotta, riposa il Veglio di Creta: la gigantesca figura dalle cui fessure prendono vita le acque di tutto l'Oltretomba.
Immergiamoci nel 3° girone del 7° cerchio infernale: I violenti contro Dio e la Natura.
Donato Russo
Oggi analizziamo la complessa struttura morale e poetica di quello che è per noi il Canto XII dell'Inferno.
In questo canto Dante incontra Pier della Vigna, accusato ingiustamente di tradimento preferisce togliersi la vita piuttosto che perdere la propria dignità. Ma la selva non è abitata solo dai suicidi. All'improvviso, il racconto viene interrotto dall'irruzione spaventosa di due uomini che corrono nudi, gli scialacquatori. E proprio da questa folle corsa deriva la chiusura del canto: Jacopo, nel tentativo di salvarsi, si rifugia dietro un cespuglio, che viene travolto e mutilato.
In questo episodio analizzeremo il teologico e rivoluzionario concetto dantesco di contrappasso per i suicidi: perché chi ha rifiutato la propria carne non potrà mai più rivestirla, nemmeno dopo il Giudizio Universale.
Donato Russo
Oggi analizziamo la complessa struttura morale e poetica di quello che è per noi il Canto XII dell'Inferno.
In questo canto Dante incontra Pier della Vigna, accusato ingiustamente di tradimento preferisce togliersi la vita piuttosto che perdere la propria dignità. Ma la selva non è abitata solo dai suicidi. All'improvviso, il racconto viene interrotto dall'irruzione spaventosa di due uomini che corrono nudi, gli scialacquatori. E proprio da questa folle corsa deriva la chiusura del canto: Jacopo, nel tentativo di salvarsi, si rifugia dietro un cespuglio, che viene travolto e mutilato.
In questo episodio analizzeremo il teologico e rivoluzionario concetto dantesco di contrappasso per i suicidi: perché chi ha rifiutato la propria carne non potrà mai più rivestirla, nemmeno dopo il Giudizio Universale.
Donato Russo
Benvenuti in questo nuovo episodio. Entriamo oggi in uno dei luoghi più cupi e suggestivi della Commedia: la selva dei suicidi.
In questo bosco d'alberi contorti e pruni velenosi, guidati dalle parole di Dante e Virgilio, daremo voce al tragico e commovente racconto di Pier della Vigna, un tempo potente ministro dell'imperatore Federico II. Un viaggio tra le ombre di chi ha rinunciato alla vita, custodite nel dolore e nella poesia di Dante Alighieri.
Donato Russo
Bentornati! In questa puntata andremo ad analizzare da vicino la struttura e le metafore di quello che è per noi il Canto XI dell'Inferno, uno dei passaggi più iconici dedicati alla punizione della violenza.
Insieme sviscereremo i punti chiave del canto:
Preparatevi a smontare il testo verso per verso per capirne l'architettura, la teologia e la potente poesia. Partiamo!
Donato Russo.
Bentornati! In questa puntata andremo ad analizzare da vicino la struttura e le metafore di quello che è per noi il Canto XI dell'Inferno, uno dei passaggi più iconici dedicati alla punizione della violenza.
Insieme sviscereremo i punti chiave del canto:
Preparatevi a smontare il testo verso per verso per capirne l'architettura, la teologia e la potente poesia. Partiamo!
Donato Russo.
Benvenuti a un nuovo episodio del nostro viaggio tra le ombre della Commedia. Oggi varcheremo la soglia del primo girone del settimo cerchio: il luogo dove la violenza umana prende forma e sangue.
Accompagnati da Dante e Virgilio, ci troveremo di fronte a una frana scoscesa custodita dal Minotauro, simbolo della ferinità cieca. Sotto di noi scorre il Flegetonte, un fiume di sangue bollente dove sono immersi i violenti contro il prossimo: tiranni, omicidi e predoni, sorvegliati dai Centauri guidati dal saggio Chirone.
Mettetevi comodi, stiamo per scoprire come la giustizia dantesca punisce chi ha scelto la sopraffazione, e quale profonda lezione morale si cela tra le acque rosse di questo canto.
Donato Russo
Benvenuti a questa nuova tappa del nostro cammino dantesco. All'ombra del sepolcro di papa Anastasio si consuma uno degli snodi concettuali più importanti dell'intera Commedia.
Nel Canto X, la pausa necessaria per abituarsi al mefitico fiato dell'abisso si trasforma in una lezione di etica e teologia: Virgilio traccia la geografia del basso Inferno e definisce la gerarchia delle colpe nei tre cerchi sottostanti.
Ripercorriamo le questioni dottrinali, i dubbi del poeta e le matrici aristoteliche e tomistiche che hanno guidato Dante nel disegno del male.
Donato Russo
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Lettura e commento della Commedia di Dante Alighieri. Inferno, Purgatorio e Paradiso.