CentoParole

La guerra piace a chi non la conosce


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Mercoledì scorso, rivolgendosi alla nazione dal Palazzo della Moncloa, il primo ministro spagnolo Pedro Sànchez ha parlato della guerra in Iran in maniera per qualcuno ingenua, per taluni sprovveduta, per altri visionaria, per altri ancora matura e saggia. Leggendo il discorso di Pedro Sànchez non ho potuto fare a meno di andare con la memoria a un libro pubblicato in italiano una decina d'anni fa da Sellerio, ma scritto in latino oltre 520 anni fa. Sto parlando degli Adagia di Erasmo da Rotterdam, una raccolta di proverbi e sentenze di autori classici commentati con grande modernità, e da cui l'editore palermitano aveva tratto la lunga e appassionata riflessione nella quale l'umanista olandese affrontò una questione fondamentale: la guerra può essere giusta? La violenza può essere giustificata?
Non so se il primo ministro di Spagna abbia preso spunto dagli Adagia di Erasmo da Rotterdam. Non mi sorprenderebbe. Sembra che il filosofo olandese descriva l'oggi. E suggerisca le giuste parole a Pedro Sànchez: «È assolutamente inaccettabile che dirigenti incapaci di adempiere (al proprio) compito utilizzino il fumo della guerra per occultare il proprio fallimento e, al tempo stesso, riempire le tasche di pochi, i soliti di sempre. Gli unici che vincono quando il mondo smette di costruire ospedali per costruire missili».
In questa puntata di CentoParole, il podcast letterario del Corriere del Ticino, Dario Campione vi racconta il libro di Erasmo da Rotterdam, La guerra piace a chi non la conosce, pubblicato da Sellerio.
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