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La morte di Igor Protti: il cordoglio del Cagliari Calcio


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Da questa mattina il mondo del calcio italiano è in lutto per la scomparsa di Igor Protti, morto all’età di 58 anni dopo aver combattuto contro una malattia. La notizia è stata diffusa dalla famiglia attraverso i social, segnando la fine di una delle carriere più iconiche del panorama calcistico nazionale.

Il cordoglio del Cagliari Calcio

 

Il Cagliari Calcio si unisce al dolore della famiglia e dell’intero mondo del calcio per la scomparsa di Igor Protti. Campione dentro e fuori dal campo, simbolo di passione, valori e autenticità. Riposa in pace, Igor.

— Cagliari Calcio (@CagliariCalcio) June 19, 2026

Avversario rispettato

Nella stagione 2003/2004 fu protagonista anche in Serie B con il Livorno, segnando 24 gol e contribuendo alla promozione in Serie A, nello stesso campionato che vide anche il ritorno nella massima serie del Cagliari guidato da Gianfranco Zola.

Il messaggio della famiglia su Instagram

Con immenso dolore la famiglia comunica che Igor stanotte ci ha lasciati. Ha voluto lasciarvi questo saluto che come da sue volontà condividiamo: Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato.

Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio.”

Con Hübner unico calciatore ad essere capocannoniere in A, B e la vecchia C1

Era la stagione A 1995-1996 quando (con la maglia del Bari) mise a segno ben 24 reti, a pari merito con Giuseppe Signori. Ma i suoi gol purtroppo non bastarono a salvare i pugliesi dalla retrocessione. Resta però un exploit clamoroso, che spinse l’allora CT dell’Italia Arrigo Sacchi a valutarlo per Euro ’96, anche se poi decise incredibilmente di lasciarlo a casa insieme a Signori e Baggio.

La carriera

Protti cominciò nella sua Rimini, dove debutta in prima squadra a soli 16 anni nel maggio del 1984. Acquistato dal Milan, viene girato in prestito al Livorno, dando il via a un primo triennio amaranto culminato con un gol all’ultima giornata che salvò il club dalla retrocessione e con la vittoria della Coppa Italia Serie C nel 1987. Dopo una parentesi alla Virescit Bergamo, Protti approda al Messina in Serie B, ereditando il peso dell’attacco da Totò Schillaci, passato alla Juventus. Con la squadra siciliana diventa l’idolo indiscusso della tifoseria siciliana siglando 31 gol in tre anni. Qunadi il Messina retrocedete in C1, Protti si disse pronto a restare, ma la società è costretta a cederlo per evitare il fallimento. Nel 1992 passò al Bari per 6,5 miliardi di lire. Dopo la promozione in Serie A e il superamento di un grave infortunio al legamento crociato, vive la già citata e storica stagione da capocannoniere nel massimo campionato, che gli vale il trasferimento alla Lazio per 7 miliardi di lire, dopo che un passaggio all’Inter sfumò solo perché i nerazzurri non riuscirono a cedere Iván Zamorano. LI vince una Supercoppa Italiana nel 1998 e firma un gol pesantissimo: il pareggio allo scadere nel derby di ritorno contro la Roma. Successivamente passa in prestito al Napoli, dove vive una stagione sfortunata a livello collettivo, con la retrocessione dei partenopei, e personale, condizionata da gravi problemi alla caviglia che lo costringono a giocare sotto infiltrazioni fino all’operazione di aprile. Ad oggi resta l’unico giocatore del Napoli ad aver segnato in A indossando la maglia numero 10 di Maradona prima che il club decidesse di ritirarla definitivamente nel 2000. Dopo una parentesi alla Reggiana, scese in Serie C1 per tornare a vestire la maglia del Livorno. Quello fu  l’inizio del capitolo più romantico della sua vita calcistica. Infine, a oltre 37 anni, Protti torna a calcare i campi della massima serie, segnando gli ultimi 6 gol della sua epopea. La sua ultima gara era stata un Livorno-Juventus (2-2) in cui trova la via del gol, prima di lasciare la fascia di capitano a Lucarelli e ritirarsi definitivamente.

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