Oggi in Cristo

La parola che giudica


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Sebbene avesse fatto tanti segni miracolosi in loro presenza, non credevano in lui; affinché si adempisse la parola detta dal profeta Isaia: «Signore, chi ha creduto alla nostra predicazione?

A chi è stato rivelato il braccio del Signore?»

Perciò non potevano credere, per la ragione detta ancora da Isaia: «Egli ha accecato i loro occhi e ha indurito i loro cuori, affinché non vedano con gli occhi, e non comprendano con il cuore, e non si convertano, e io non li guarisca».

Queste cose disse Isaia, perché vide la gloria di lui e di lui parlò.

Ciò nonostante, molti, anche tra i capi, credettero in lui; ma a causa dei farisei non lo confessavano, per non essere espulsi dalla sinagoga; perché preferirono la gloria degli uomini alla gloria di Dio.

Ma Gesù ad alta voce esclamò: «Chi crede in me, crede non in me, ma in colui che mi ha mandato; e chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se uno ode le mie parole e non le osserva, io non lo giudico; perché io non sono venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo. Chi mi respinge e non riceve le mie parole, ha chi lo giudica; la parola che ho annunciata è quella che lo giudicherà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato di mio; ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha comandato lui quello che devo dire e di cui devo parlare; e so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre me le ha dette».



(Giovanni 12:37-50 – La Bibbia)



La parola di Dio produce sempre una reazione. Quella reazione può essere positiva o negativa. C’è chi crede e c’è chi non crede, c’è chi ubbidisce e chi disubbidisce, c’è chi rimane colpito e chi rimane indifferente. In un modo o nell’altro la parola di Dio divide in due parti il genere umano. La reazione alla sua parola è il criterio per il giudizio di Dio.
Gesù aveva invitato i suoi interlocutori ad approfittare della sua presenza in mezzo a loro per essere illuminati, per non rimanere nelle tenebre (Gv 12:35-36). Le sue parole non erano facili da accettare visto che aveva appena parlato della necessità di morire benché Egli fosse il Messia, ma i numerosi segni che aveva fatto testimoniavano in suo favore. Gli avrebbero creduto?
L’evangelista Giovanni ci riporta le reazioni che anche in questo caso spaccarono in due il popolo. C’erano coloro che avevano creduto alle parole di Gesù anche se non avevano il coraggio di ammetterlo per non essere espulsi dalla sinagoga e c’erano tanti che, pur essendo stati testimoni di molti segni miracolosi, rimanevano increduli, indurendo il loro cuore anche di fronte all’evidenza dei segni fatti da Gesù.
Stava accadendo proprio ciò che era stato profetizzato attraverso Isaia 53:1 “Chi ha creduto a quello che abbiamo ...
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana