Oggi in Cristo

La porta della salvezza


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«In verità, in verità vi dico che chi non entra per la porta nell’ovile delle pecore, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Ma colui che entra per la porta è il pastore delle pecore. A lui apre il portinaio, e le pecore ascoltano la sua voce, ed egli chiama le proprie pecore per nome e le conduce fuori. Quando ha messo fuori tutte le sue pecore, va davanti a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. Ma un estraneo non lo seguiranno; anzi, fuggiranno via da lui perché non conoscono la voce degli estranei».

Questa similitudine disse loro Gesù; ma essi non capirono quali fossero le cose che diceva loro.

Perciò Gesù di nuovo disse loro: «In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti quelli che sono venuti prima di me, sono stati ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta; se uno entra per me, sarà salvato, entrerà e uscirà, e troverà pastura. Il ladro non viene se non per rubare, ammazzare e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.



(Giovanni 10:1-10 – La Bibbia)



Quando Gesù parlava, usava spesso similitudini, parabole, iperboli, allegorie per trasmettere il suo pensiero. Attraverso varie figure retoriche egli era in grado di rivelare realtà spirituali molto profonde con un linguaggio semplice e comprensibile.
La similitudine che Gesù utilizzò in questo brano era caratterizzata da elementi ben noti ai suoi interlocutori: un ovile con un portinaio, una porta, un pastore e delle pecore. Il racconto era semplice e logico da comprendere nel suo significato immediato, ma gli ascoltatori di Gesù non riuscivano a comprenderne l’applicazione, non riuscivano a capire il significato spirituale di ciascuno degli elementi utilizzati da Gesù. Chi erano le pecore? Chi era la porta? chi era il buon pastore a cui il portinaio apriva? E chi erano i briganti e mercenari?
La loro difficoltà costrinse Gesù a spiegare meglio questi elementi e ciò aiuta anche noi a comprendere meglio il brano.
In un prossimo pensiero ci occuperemo della seconda parte del brano in cui Gesù si paragonò al buon pastore e spiegò il contrasto con i falsi pastori, mercenari, ladri, briganti.

Prima di questo però, Gesù sentì il bisogno di spiegare anche il significato della porta e affermò: “io sono la porta delle pecore”.
Egli si paragonò quindi al passaggio attraverso cui le pecore e il pastore si incontrano. Solo il pastore può utilizzare la porta, il passaggio lecito, per venire in contatto con le pecore, mentre i ladri sono costretti a cercare altri passaggi. L’uso della porta è quindi il primo criterio attraverso cui distinguere il buon pastore dai ladri. Il pastore delle pecore, essendo colui che gestisce l’ovile, ha la chiave della porta e non ha bisogno di trovare varchi alternativi.
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana