Dopo essere scampati, riconoscemmo che l'isola si chiamava Malta.
Gli indigeni usarono verso di noi bontà non comune; infatti, ci accolsero tutti intorno a un gran fuoco acceso a motivo della pioggia che cadeva e del freddo. Mentre Paolo raccoglieva un fascio di rami secchi e li poneva sul fuoco, ne uscì fuori una vipera, risvegliata dal calore, e gli si attaccò alla mano. Quando gli indigeni videro la bestia che gli pendeva dalla mano, dissero tra di loro: «Certamente, quest'uomo è un omicida perché, pur essendo scampato dal mare, la Giustizia non lo lascia vivere». Ma Paolo, scossa la bestia nel fuoco, non ne patì alcun male. Or essi si aspettavano di vederlo gonfiare o cadere morto sul colpo; ma dopo aver lungamente aspettato, vedendo che non gli avveniva nessun male, cambiarono parere, e cominciarono a dire che egli era un dio.
Nei dintorni di quel luogo vi erano dei poderi dell'uomo principale dell'isola, chiamato Publio, il quale ci accolse amichevolmente e ci ospitò per tre giorni. Il padre di Publio era a letto colpito da febbre e da dissenteria. Paolo andò a trovarlo; e, dopo aver pregato, gli impose le mani e lo guarì. Avvenuto questo, anche gli altri che avevano delle infermità nell'isola vennero, e furono guariti; questi ci fecero grandi onori; e, quando salpammo, ci rifornirono di tutto il necessario.
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(Atti 28:1-10 - La Bibbia)
Indice della serie sugli Atti degli apostoli
Anche le persone che non conoscono Dio hanno dei principi morali ai quali si attengono e un rispetto per gli altri che può anche essere esemplare. Tuttavia la loro visione delle cose sarà sempre diversa da quella che caratterizza il credente. Di fronte ad un miracolo, ad esempio, l'incredulo non riconoscerà la potenza di Dio in azione ma troverà altri modi per spiegare l'inspiegabile.
L'autore del libro degli Atti fu particolarmente colpito dagli abitanti di Malta perché, anche se non conoscevano Dio, avevano un loro senso di moralità e giustizia e soprattutto mostrarono un accoglienza non comune nei loro confronti.
Diverse volte in questo brano Luca sottolinea il buon comportamento degli abitanti di Malta. Essi mostrarono verso di loro una bontà non comune (v.2), inoltre l'uomo principale dell'isola, chiamato Publio, li accolse amichevolmente e li ospitò per tre giorni (v.7), poi essi fecero loro grandi onori quando Paolo intercedette per la loro guarigione e, quando Paolo e tutti gli altri salparono, essi li rifornirono di tutto il necessario per intraprendere il viaggio.
Tuttavia nel brano emergono anche i limiti che essi avevano. Infatti, il loro senso di giustizia era più che altro quello di una forza potente ma impersonale. Il fatto che Paolo fosse stato morso da un serpente dopo essere scampato ad un naufragio, aveva fatto pensare loro che Paolo fosse un uomo malvagio, probabilmente un omicida! Sembrava proprio che la Giustizia, come essi la chiamavano, non volesse farlo vivere.
Sembra un ragionamento logico ma era corretta la loro idea di giustizia? No.
Infatti essi non conoscevano il Dio creatore dei cieli e della terra il quale è giusto ma è anche sovrano e il suo modo di amministrare la giustizia non può essere valutato secondo il nostro metro di misura. Essi non sapevano che Il Signore poteva anche permettere che Paolo fosse morso da un serpente, non per punirlo ma per mostrare la sua potenza. Infatti Dio era così potente da rendere il veleno del serpente innocuo.
La loro ignoranza del Dio creatore dei cieli e della terra li portò da un'estremità all'altra, ovvero dal considerare Paolo come una persona malvagia al considerarlo addirittura come un dio! Essi avevano bisogno di comprendere che c'era un Dio potente...