Stiamo parlando di preghiere che non hanno bisogno di essere pregate
alla luce di questo meraviglioso “tutto è compiuto!” che Gesù ha urlato
dalla croce.
Abbiamo visto che nei testi greci originali da cui
questo passaggio è tradotto, la parola usata è “tetelestai” - verbo
coniugato dagli scriba greci nel tempo perfetto - il tempo perfetto
nella lingua greca è una combinazione che non esiste nella lingua
italiana, un’accoppiamento del tempo aoristo e del tempo presente. Il
tempo aoristo è come un punto fermo, che ha a che vedere con ciò che
succede al momento - “io sono qui”. Il tempo presente è come una linea,
pertinente a ciò che continua, ciò che va avanti nel tempo: “io resto
qui”, Il tempo perfetto è la combinazione dei due - cosa che non esiste
nelle lingue moderne = “io sono qui e sarò qui”
In altre parole,
questa frase iconica dovrebbe essere tradotta con “Tutto è compiuto,
ora, e continuerà ad essere compiuto, per sempre!”