Il mercantilismo, per Adam Smith, nasce da un equivoco elementare: scambiare la moneta per la ricchezza stessa.
Si scoraggiano quindi le importazioni con dazi e divieti, si incoraggiano le esportazioni, si protegge l'industria nazionale: tutto pur di non lasciar fuggire all'estero la valuta che serve a pagare le merci straniere.
Nel sesto episodio de "La Ricchezza delle Nazioni", Alberto Mingardi entra nel Libro IV, il più lungo e battagliero dell'opera, dedicato a smontare l'errore di quella logica alla "zio Paperone" che porta a pensare che la ricchezza sia l'oro da ammassare e rimirare nel deposito. Per Smith, infatti, è vero l'esatto contrario: «il consumo è il solo scopo e obiettivo di tutta la produzione».
E’ qui che entra in gioco la mano invisibile?
E’ la metafora per cui tutti ricordiamo Adam Smith, ma era davvero così centrale nel suo pensiero?
Nel quadro di libero scambio fra diversi Paesi che Smith tratteggia, come entrano le diseguaglianze, le differenze fra ricchi e poveri, l’imperialismo britannico? La dominazione coloniale fa parte della ricchezza delle nazioni?
La Ricchezza delle Nazioni
Un viaggio in sette puntate attraverso l'opera di Adam Smith, per riscoprire insieme quali idee hanno fatto - e possono ancora fare - la ricchezza delle nazioni.
Un podcast dell'Istituto Bruno Leoni, scritto e raccontato da Alberto Mingardi
Professore ordinario di Storia del Pensiero Politico | Direttore dell'Istituto Bruno Leoni
🔔 Segui il podcast per non perdere neanche una puntata
La Ricchezza delle Nazioni è un podcast dell'Istituto Bruno Leoni realizzato con il sostegno di Net Insurance
🌐 Scopri di più su brunoleoni.it