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Una classica riunione di condominio. Ci sono sedie, luci al neon e l’ordine del giorno appoggiato sul tavolo. Le ore passano lentamente e le decisioni vengono sempre rimandate.A un certo punto diventa chiaro: quella riunione non è solo lì. Sta già succedendo anche dentro di noi. C’è un amministratore che rimanda sempre. Un ansioso che immagina tutti gli scenari possibili. Un furioso che però parla con calma.E poi c’è l’osservatore, che annota tutto mentalmente. In questo episodio voglio esplorare cosa succede quando le nostre voci interiori si passano il microfono senza che ce ne accorgiamo. E cosa succede quando impariamo a riconoscere lo spazio che le accoglie. È un racconto, un’indagine su come ci identifichiamo con queste voci interiori. Una pratica che si manifesta senza essere chiamata così.
By Jack JaselliUna classica riunione di condominio. Ci sono sedie, luci al neon e l’ordine del giorno appoggiato sul tavolo. Le ore passano lentamente e le decisioni vengono sempre rimandate.A un certo punto diventa chiaro: quella riunione non è solo lì. Sta già succedendo anche dentro di noi. C’è un amministratore che rimanda sempre. Un ansioso che immagina tutti gli scenari possibili. Un furioso che però parla con calma.E poi c’è l’osservatore, che annota tutto mentalmente. In questo episodio voglio esplorare cosa succede quando le nostre voci interiori si passano il microfono senza che ce ne accorgiamo. E cosa succede quando impariamo a riconoscere lo spazio che le accoglie. È un racconto, un’indagine su come ci identifichiamo con queste voci interiori. Una pratica che si manifesta senza essere chiamata così.