Perché siamo così ossessionati dai finali?
Ognuno di noi porta con sé la cicatrice di qualche amicizia perduta per colpa di uno spoilerone. Eppure la fonte di saggezza popolare più ricca dei nostri tempi, i baci perugina, ci hanno a lungo ripetuto che “l’importante non è la meta, ma il viaggio”. Ovvero: l’importante è la storia, non il finale.
Siamo però onesti: avreste comunque iniziato a vedere Game of Thrones sapendo chi ci si sarebbe andato a sedere sopra? Se vi concentrate per un attimo, riuscite ancora a sentire le urla di strazio di chi si è beccato la spoiler del finale di Lost.
Tuttavia il mondo continua a essere popolato da due tipi di persone: chi ha rivisto almeno due o tre volte Scrubs, e chi mente. Nessuno mette in dubbio la perfezione di quell’unico finale possibile, ma col senno di poi non sembra neanche così importante: altrimenti non avrebbe senso riguardarsi una serie e anzi, spesso, è proprio nelle successive visioni “purificate dall’ansia del finale” che riusciamo a goderci quelle cose tutt'altro che irrilevanti quali la recitazione, la fotografia, i personaggi secondari ecc.