La Storia in Podcast

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By Documentari ItaliaHistory
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La Storia in Podcast episodes

  • Gli ultimi Padrini

    Questa puntata racconta il fenomeno criminale noto col nome di "cosa nostra" attraverso le storie dei più noti padrini e degli uomini che hanno affrontato la morte per combatterli. Il racconto prende il via dalla fine del 1800 con il grande flusso migratorio verso il nord America e con personaggi come il padrino Don Vito Cascio Ferro e il capo della squadra italiana della polizia di New York Joe Petrosino.

    2 hr 4 min
  • Eugenio Pacelli, il Principe di Dio

    La puntata ripercorre la tormentata e discussa vicenda terrena dell'aristocratico romano Eugenio Pacelli, divenuto Pontefice sei mesi prima dello scoppio della seconda guerra mondiale. Mai un successore di Pietro ha così diviso il mondo: molti lo vogliono beato e lo chiamano "Pastor Angelicus", molti altri lo vogliono condannato e sprezzantemente lo chiamano "il papa del silenzio"

    2 hr 5 min
  • Casa Savoia

    Questo documentario vuol essere il racconto di una dinastia. La storia di un mondo familiare complicato da relazioni, rapporti, difficoltà e scelte di una monarchia prossima alla fine. Re Vittorio, pignolo, timido, ritroso, solitario che non osa parlare in pubblico ma che passa di guerra in guerra apparentemente senza emozioni. Elena, la regina, concentrata unicamente sugli orizzonti familiari. Umberto, mite, socievole, bellissimo che tuttavia non oserà mai contrapporsi a suo padre il re. Maria Josè, l'ultima regina, che sarà la prima in Casa Savoia a capire quanto ci sia di folle e di distruttivo nel nazismo. E poi una folla d'altri personaggi, le figlie di Vittorio Emanuele ed Elena, Jolanda, Mafalda, morta a Buchenwald, Giovanna e Maria. I duchi d'Aosta padre e figlio, il Conte di Torino, il duca di Genova, il duca di Bergamo. Una famiglia, appunto. Nelle sue memorie, Giovanna, che sposerà il re Boris di Bulgaria, probabilmente fatto avvelenare da Hitler, scriverà: "Ripenso con sgomento al destino di tutti noi, come eravamo allora. Quasi tutti scomparsi: le vite a me più care, mio marito, mio padre, Mafalda, come in un turbine di vento vorticoso."

    1 hr 54 min
  • Montecassino

    È il 15 febbraio 1944. Sono le 9:28 del mattino. Il maggiore Bradford Evans, capo della 96esima squadriglia dei "Diavoli Rossi", sgancia le prime bombe. È l'inizio del più massiccio bombardamento su un unico obbiettivo di tutta la Seconda Guerra Mondiale. Le mura secolari dell'Abbazia di Montecassino si sbriciolano in poche ore sotto una pioggia di 600 tonnellate di bombe. È il momento più sanguinoso della battaglia sulla linea Gustav, il più difficile della lenta avanzata alleata verso Roma. Un'inutile devastazione, si dirà. In questi luoghi, in queste regioni, la guerra si fermerà per otto lunghissimi mesi. Mesi nei quali a pagare il prezzo più alto saranno donne, vecchi e bambini. Vivranno sul fronte, stretti tra due fuochi. Dovranno fuggire dai bombardamenti alleati e dai reclutamenti tedeschi. Il documentario intende raccontare il dramma di quei mesi. Dalla fuga sotto le bombe al presunto proclama del generale francese Alphonse Juin, che, il 17 maggio 1944, alla vigilia dell'ultimo attacco, promette alle truppe marocchine sotto il suo comando, 50 ore di libertà assoluta in caso di vittoria. Libertà di razziare, uccidere e violentare impunemente. Vera o falsa che sia la storia dell'autorizzazione, resta una certezza: in quei giorni la zona di Montecassino è vittima di una sorta di "diritto alla violenza". Un diritto esercitato con furia incontrollata, tra continui abusi, violenze, omicidi. Questo l'allucinante bilancio della sola liberazione di Esperia uno dei primi paesi del Frusinate ad essere liberato dalle truppe marocchine: 3.500 donne, tra gli 8 e gli 85 anni, brutalmente violentate; 800 uomini uccisi nel vano tentativo di difenderle.

    1 hr 53 min
  • DOC - Quando eravamo nell'ombra

    A cinquant'anni dal primo Gay Pride, La Grande Storia ospita il racconto dei "Moti di Stonewall", la notte in cui, a New York, nacque il movimento di liberazione omosessuale che dall'America si diffuse in tutto l'Occidente. E ricorda le tappe che hanno segnato il cammino della "questione omosessuale" in Italia. Con le testimonianze di Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay, e di Angelo Pezzana, degli attori Leo Gullotta e Carlo Gabardini e di Liana Borghi, Francesca Vecchioni, Gabriele Piazzoni e Fabrizio Marrazzo. Era la notte tra il 27 e il 28 giugno 1969 quando la polizia di New York irruppe allo Stonewall Inn, uno dei punti di riferimento della comunità omosessuale della Grande Mela. Era un piccolo locale di Cristopher Street, nel cuore del Greenwich Village, frequentato soprattutto da giovani gay, lesbiche e travestiti, tartassato periodicamente dalle forze dell'ordine. In quegli anni non c'era nessun movimento gay in America, solo qualche piccola associazione che non osava turbare la sensibilità dominante. Il "Manuale diagnostico e statistico" dell'Associazione americana di psichiatria definiva l'omosessualità come una malattia mentale. La sera del 27 giugno allo Stonewall era in corso una festa e il locale era particolarmente affollato. Verso mezzanotte arrivò la polizia, manganelli in mano, con il pretesto di verificare la licenza di vendita degli alcolici. I clienti vennero fatti uscire uno a uno, i travestiti fermati. Ma quella notte, per la prima volta, qualcuno reagì. E in pochi minuti una folla di centinaia di persone, non solo clienti dello Stonewall, ma anche giovani accorsi dai dintorni, bloccò i poliziotti all'interno del locale e fronteggiò l'arrivo dei rinforzi. Quella notte nacque il movimento di liberazione gay che si diffonderà in tutto l'Occidente.

    53 min
  • DOC - Afroamerica, 50 anni di segregazione razziale

    Il grande Novecento americano visto attraverso la storia delle discriminazioni razziali e della nascita del movimento per i diritti civili: dalla parata del Ku Klux Klan negli anni '20, all'assassinio di Martin Luther King, fino alla repressione delle Pantere Nere alla fine degli anni '60.

    56 min
  • In missione per Mussolini

    Il 21 aprile del 1944 Adolf Hitler in un'importante riunione con Benito Mussolini annuncia di possedere nuove armi rivoluzionarie di cui il nemico non è a conoscenza. Rientrato in Italia Mussolini incarica il giovane giornalista Luigi Romersa di andare in Germania per indagare su queste armi segrete. Una delle pagine più controverse e inquietanti della storia della seconda guerra mondiale.

    1 hr 53 min

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"La Storia in Podcast" è la trasposizione in formato audio, non ufficiale e a scopo divulgativo, delle puntate dei più famosi programmi che trattano di storia. Questo podcast è pubblicato senza alcuno…