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Marco Aurelio, ogni mattina prima che il mondo entrasse, si sedeva a scrivere. A se stesso. In quei taccuini privati tornava sempre sulla stessa domanda: cosa dipende da me, e cosa no.
Tra le cose che non dipendevano da lui c'erano quasi sempre gli altri. E ogni volta che si accorgeva di star misurando la propria vita in confronto a qualcuno, si rimetteva in carreggiata. Non era per nulla indifferente al mondo, ma aveva capito che il confronto con gli altri è spesso un modo elegante per non guardarsi.
In questo episodio parto da lì, dall'abitudine di un imperatore, per arrivare a qualcosa di molto più vicino: il meccanismo che blocca le persone e sembra un ostacolo esterno, quando è uno sguardo. Lo sguardo fisso sull'altro, su dove è arrivato lui, su cosa ha già ottenuto lei, mentre la propria strada resta lì ad aspettare.
Ti racconto di Massimo, ventotto anni, fuori corso da tre, con un fratello minore già laureato con lode. Massimo sembrava uno affetto da "rimandite", ma procrastinava perché ogni volta che apriva un libro, dentro non c'era un capitolo da studiare. C'era Luca, già arrivato, col riflettore dei genitori puntato addosso.
In questo episodio parliamo di confronto sociale, del meccanismo descritto da Leon Festinger negli anni Cinquanta, e di cosa succede quando smette di darti informazioni e inizia a darti verdetti.
Parliamo anche della forma di confronto che funziona, quella che invece di consumarti ti orienta - e della differenza che c'è tra cercare un giudice e cercare una mappa.
Buon ascolto.
By Sergio Omassi | Formatore e Life CoachMarco Aurelio, ogni mattina prima che il mondo entrasse, si sedeva a scrivere. A se stesso. In quei taccuini privati tornava sempre sulla stessa domanda: cosa dipende da me, e cosa no.
Tra le cose che non dipendevano da lui c'erano quasi sempre gli altri. E ogni volta che si accorgeva di star misurando la propria vita in confronto a qualcuno, si rimetteva in carreggiata. Non era per nulla indifferente al mondo, ma aveva capito che il confronto con gli altri è spesso un modo elegante per non guardarsi.
In questo episodio parto da lì, dall'abitudine di un imperatore, per arrivare a qualcosa di molto più vicino: il meccanismo che blocca le persone e sembra un ostacolo esterno, quando è uno sguardo. Lo sguardo fisso sull'altro, su dove è arrivato lui, su cosa ha già ottenuto lei, mentre la propria strada resta lì ad aspettare.
Ti racconto di Massimo, ventotto anni, fuori corso da tre, con un fratello minore già laureato con lode. Massimo sembrava uno affetto da "rimandite", ma procrastinava perché ogni volta che apriva un libro, dentro non c'era un capitolo da studiare. C'era Luca, già arrivato, col riflettore dei genitori puntato addosso.
In questo episodio parliamo di confronto sociale, del meccanismo descritto da Leon Festinger negli anni Cinquanta, e di cosa succede quando smette di darti informazioni e inizia a darti verdetti.
Parliamo anche della forma di confronto che funziona, quella che invece di consumarti ti orienta - e della differenza che c'è tra cercare un giudice e cercare una mappa.
Buon ascolto.