Allora quelli che erano dispersi se ne andarono di luogo in luogo, portando il lieto messaggio della Parola.
Filippo, disceso nella città di Samaria, vi predicò il Cristo. E le folle unanimi prestavano attenzione alle cose dette da Filippo, ascoltandolo e osservando i miracoli che faceva. Infatti gli spiriti immondi uscivano da molti indemoniati, mandando alte grida; e molti paralitici e zoppi erano guariti. E vi fu grande gioia in quella città.
Or vi era un tale, di nome Simone, che già da tempo esercitava nella città le arti magiche, e faceva stupire la gente di Samaria, spacciandosi per un personaggio importante. Tutti, dal più piccolo al più grande, gli davano ascolto, dicendo: «Questi è "la potenza di Dio", quella che è chiamata "la Grande"». E gli davano ascolto, perché già da molto tempo li aveva incantati con le sue arti magiche. Ma quando ebbero creduto a Filippo che portava loro il lieto messaggio del regno di Dio e il nome di Gesù Cristo, furono battezzati, uomini e donne.
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(Atti 8:4-12 - La Bibbia)
Indice della serie sugli Atti degli apostoli
Le vie del Signore non sono le nostre. Egli porta avanti il suo piano in modi che a volte ci appaiono davvero imperscrutabili.
La persecuzione scoppiata in Gerusalemme dopo la lapidazione di Stefano né è un esempio lampante.
Si tratta di un evento di cui a prima vista non è facile cogliere aspetti positivi. Infatti i credenti di Gerusalemme furono costretti a scappare e a disperdersi per la Giudea e la Samaria per evitare di essere arrestati (At 8:1-3). Dovette sembrare loro che tutto ciò che era stato costruito in poco tempo con la conversione di migliaia di persone si sgretolasse in un attimo. Gli apostoli rimasero a Gerusalemme (At 8:1) e possiamo solo immaginare la loro preoccupazione nel vedere il frutto del loro lavoro che sembrava andare in fumo.
Ma, come dicevamo, il Signore ha i suoi modi per realizzare i suoi piani.
Gesù aveva detto ai suoi discepoli che, dopo aver ricevuto lo Spirito Santo, avrebbero dovuto essere suoi testimoni "in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra". Tuttavia fino a quel momento gli apostoli erano rimasti a Gerusalemme e, nonostante la persecuzione, continuavano a non muoversi da lì.
Ma il Signore aveva preparato altri strumenti per realizzare il suo piano oltre agli apostoli. Infatti furono persone di cui non è riportato neanche il nome a portare il vangelo per la prima volta fuori da Gerusalemme: "quelli che erano dispersi se ne andarono di luogo in luogo, portando il lieto messaggio della Parola."
Avete visto come Dio realizza i suoi piani in modi che ci possono sembrare bizzarri? Infatti la persecuzione invece di annientare il vangelo, ne stava favorendo la diffusione verso il mondo intero!
La penna di Luca si sofferma poi su Filippo che, come Stefano, era uno dei sette che erano stati scelti dagli apostoli per svolgere servizi amministrativi nella chiesa di Gerusalemme (At 6). Ma il Signore utilizzò Filippo per fare molto di più, così come aveva fatto con Stefano.
Filippo si recò infatti nella città di Samaria e vi predicò il Cristo. I Samaritani erano una popolazione mista che derivava da stranieri impiantati in quella zona dal re d'Assiria quando aveva conquistato Samaria nel 722 a.c. (2Re 17:24-41). Essi rendevano il loro culto al Dio d'Israele ma avevano sviluppato tradizioni diverse dai Giudei mantenendo legami con le religioni pagane da cui provenivano (vedi 2 Re 17:40-41). Per questo motivo le relazioni tra Samaritani e Giudei non erano buone.
La ricezione del vangelo da parte dei Samaritani andò oltre ogni aspettativa. Il successo di Filippo ricorda un po' quanto era già accaduto quando Gesù incontrò la Samarit...