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C'è una frase che torna spesso nelle prime sessioni di coaching: "Io non mi vergogno di niente." Detto con una certa soddisfazione, quasi fosse un traguardo.
Il problema è che, nella mia esperienza, è quasi sempre chi porta quella frase ad avere la vergogna più radicata. Quella che nel tempo ha smesso di presentarsi come vergogna e ha imparato a presentarsi come durezza, come attacco, come una franchezza che taglia.
In questo episodio parliamo di vergogna. Di come si distingue dalla colpa - e la differenza non è sottile, è un abisso. Di come agisce nelle relazioni senza che nessuno la veda. E di come riconoscerla, almeno in te, cambi radicalmente quello che succede dopo.
Buon ascolto.
By Sergio Omassi | Formatore e Life CoachC'è una frase che torna spesso nelle prime sessioni di coaching: "Io non mi vergogno di niente." Detto con una certa soddisfazione, quasi fosse un traguardo.
Il problema è che, nella mia esperienza, è quasi sempre chi porta quella frase ad avere la vergogna più radicata. Quella che nel tempo ha smesso di presentarsi come vergogna e ha imparato a presentarsi come durezza, come attacco, come una franchezza che taglia.
In questo episodio parliamo di vergogna. Di come si distingue dalla colpa - e la differenza non è sottile, è un abisso. Di come agisce nelle relazioni senza che nessuno la veda. E di come riconoscerla, almeno in te, cambi radicalmente quello che succede dopo.
Buon ascolto.