Entriamo in questo episodio nel mondo simbolico di una delle pratiche più conosciute del mondo yoga: Shavasana, altrimenti detta la "posizione del cadavere."
Shavasana è la forma corporea che normalmente si assume al termine o all’inizio di una pratica per prepararsi al rilassamento.
Ci distendiamo sulla schiena e rilassiamo gradualmente ogni parte del corpo per assorbire gli effetti della pratica.
Il suo nome potrebbe anche intimorire, ma come sempre l’accesso al mondo simbolico ci offre visioni e suggestioni che rimarrebbero altrimenti sullo sfondo.
Il cadavere in questione qui rappresenta la morte dell’ego, la possibilità di lasciar andare tutte quelle vritti (in sanscrito i “mulinelli” della mente) e quelle zavorre fisiche e mentale che troppo spesso ci accompagnano.
Come occidentali tendiamo a rifuggire il pensiero della morte con tutti i fantasmi emotivi che porta con sé.
Nella tradizione indiana, invece, la morte rappresenta un rito di passaggio.
E così Shavasana diventa l’opportunità di “cambiare abito”, crescere, trasformarci.
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Bibliografia dell'episodio:
Rabozzi Daniele, Le babbucce di Abu Kasem, Percorsi Yoga, anno VII n. 35, gennaio-febbraio 2006, p.87-92, YANI (Yoga associazione nazionale insegnanti)
Alanna Kaivalaya, Arjuna van der Kooij, Myths of the asanas, Mandala Publishing