Benvenuti a indizi di futuro. Oggi è Mercoledì 05 maggio 2021,
Io sono Roberto e in questo episodio vi parlerò di lavarsi le mani, comunità residenziali chiuse e quartieri.
Un podcast è come il domino e ognuno di noi è come una tessera di quel domino, se non condividete il link con i vostri amici, il gioco finisce.
Oggi è la giornata mondiale delle ostetriche e dell’igiene delle mani.
Se avete un amico che si chiama Angelo, fategli gli auguri perché è il suo onomastico.
A volte basta un semplice gesto, come quello di lavarsi le mani, per abbassare il rischio di contagio da malattie infettive, sia per noi stessi che per coloro che ci stanno vicino.
Un buon lavaggio con acqua e sapone deve durare dai 40 ai 60 secondi, come consigliato dal volantino del ministero della salute che illustra come e quando si deve effettuare questa operazione, in modo semplice, chiaro ed efficace.
Consultatelo.
Parliamo ora di comunità residenziali chiuse, uno strano fenomeno che sta impazzando nelle grandi città polacche.
Si tratta di una vera e propria selezione fatta dagli acquirenti in base alle caratteristiche della comunità residenziale scelta, che concentra persone che condividono un determinato stile di vita, non solo economico, può essere infatti di tipo religioso, oppure può prevedere la sola presenza di persone abbienti, oppure il divieto della presenza di minori in modo da rendere l’ambiente particolarmente tranquillo, e si compone di gruppi di case recintate che godono di servizi comuni e sono ben differenziate da ciò che le contorna. Spesso sono dotate anche di servizio di vigilanza, telecamere, con accesso riservato ai residenti o agli ospiti dei residenti.
In un momento in cui le persone tendono a essere mobili nel mondo del lavoro, quindi anche nel luogo di residenza, nelle relazioni, nei modi di vita, vedere una tendenza alla conservazione così rigida di determinati stili di vita.
Le differenze con i quartieri sono evidenti. Innanzitutto il quartiere è una suddivisione amministrativa della città, dove c’è un consiglio di quartiere, insomma un’organizzazione, mentre una comunità residenziale chiusa è come una via privata.
Il termine quartiere ha una storia, se torniamo nel passato era ad esempio il modo in cui in epoca medioevale veniva divisa una città, ovvero in 4 parti. Quindi se era divisa in sei parti si trattava di sestiere, in tre parti terziere e così via.
Ma quello che è veramente importante è se esiste una cultura di quartiere, se un quartiere rappresenta una parentesi culturale.
Riflettiamo, ad esempio i Parioli sono solo un quartiere, oppure sono stati il simbolo di un certo modo di abbigliarsi, di vivere, di pensare riguardo a certi argomenti, oppure i quartieri spagnoli di Napoli, o la zona di Brera a Milano. Insomma il vivere in un determinato luogo ha influito sui modi di vita delle persone, oppure addirittura è stato scelto perché vi si condivide un certo stile di vita.
Insomma possiamo considerare le comunità residenziali polacche come un’esasperazione del concetto di quartiere?
Non ho la risposta, e poi quando si affronta un fenomeno sociologico spesso più che un obiettivo, una destinazione, dobbiamo considerare delle tendenze, dei passi seguenti che hanno una più o meno indicata direzione, ma sicuramente con il passare del tempo una certa caratterizzazione dei quartieri cittadini c’è stata e probabilmente si inasprirà, perchè paradossalmente quando le culture si incontrano cercano di mantenere con più vigore la propria identità.
Bene, anche oggi abbiamo trovato qualche indizio di futuro, incontrando una tendenza sulla suddivisione delle città del futuro che pari delinearsi, anche se per il momento in vari modi.
A domani