Giornalisti precari e sottopagati o freelance?
Non ho alcun dubbio: rifarei la scelta di tanti anni fa, scegliendo la libera professione
Lo spunto arriva dall'ultima puntata di Report. La precarietà dilagante,
gli aiuti all'editoria, la crisi della filiera della carta e l'appesantimento
dei conti dell'Inpgi sono quattro indizi importanti per trovare una risposta.
Se devo dipendere da un editore che incassa e non paga, meglio fare da me.
Assumerò piena responsabilità del mio percorso e potrò differenziare il
raggio di azione tra collaborazioni, uffici stampa e digital pr, consulenze,
formazione, progettazione. Con uno sguardo attento al mobile journalism
e al brand journalism
Posso diventare media proprietario di me stesso, guardandomi dentro e
scoprendo che il giornalista possiede tante doti manageriali
Coraggio, allora. Il futuro sarà sempre più dei freelance!