Oggi in Cristo

Lavoriamo insieme!


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Per questa ragione appunto sono stato tante volte impedito di venire da voi; ma ora, non avendo più campo d'azione in queste regioni, e avendo già da molti anni un gran desiderio di venire da voi,  quando andrò in Spagna, spero, passando, di vedervi e di essere aiutato da voi a raggiungere quella regione, dopo aver goduto almeno un po' della vostra compagnia. Per ora vado a Gerusalemme, a rendere un servizio ai santi,  perché la Macedonia e l'Acaia si sono compiaciute di fare una colletta per i poveri che sono tra i santi di Gerusalemme. Si sono compiaciute, ma esse sono anche in debito nei loro confronti; infatti se gli stranieri sono stati fatti partecipi dei loro beni spirituali, sono anche in obbligo di aiutarli con i beni materiali. Quando dunque avrò compiuto questo servizio e consegnato il frutto di questa colletta, andrò in Spagna passando da voi; e so che, venendo da voi, verrò con la pienezza delle benedizioni di Cristo.  Ora, fratelli, vi esorto, per il Signore nostro Gesù Cristo e per l'amore dello Spirito, a combattere con me nelle preghiere che rivolgete a Dio in mio favore, perché io sia liberato dagli increduli di Giudea, e il mio servizio per Gerusalemme sia gradito ai santi, in modo che, se piace a Dio, io possa venire da voi con gioia ed essere confortato insieme con voi. Or il Dio della pace sia con tutti voi. Amen.
(Romani 15:22-33 - La Bibbia)Indice della serie sulla Lettera ai Romani

Una delle manifestazioni più evidenti della natura peccaminosa dell'uomo  la troviamo nel suo egocentrismo.

L'uomo tende con facilità a subordinare tutto al proprio io. I conflitti, che siano tra persone o addirittura tra nazioni, nascono quasi sempre dal fatto che ognuno persegue i propri interessi non tenendo conto di quelli altrui.

Leggendo il nuovo testamento ci rendiamo conto del fatto che la comunità di coloro che hanno creduto in Gesù Cristo deve avere per riferimento un modello diverso. Quando non è così, quando all'interno della comunità cristiana i personalismi prevalgono sul bene comune, sorgono problemi.

L'apostolo Paolo sapeva bene che la comunità poteva funzionare solo se si faceva un gioco di squadra e, anche alla fine di questa lettera, egli presta particolare attenzione a considerare il suo servizio, il suo ministero, non come qualcosa di personale ma come qualcosa che coinvolgeva anche gli altri, ognuno per parte sua.

Fino a quel momento egli non aveva potuto realizzare il suo annoso desiderio di recarsi a Roma a causa del suo impegno evangelistico in altre zone dell'impero romano, ma ora stava pianificando di recarsi da loro con l'intento di raggiungere poi la Spagna.  Nelle parole dell'apostolo si nota che egli voleva avere un rapporto fraterno vero con la comunità di Roma, voleva godere della loro compagnia e voleva coinvolgerli in ciò che stava per fare. Nelle sue intenzioni, egli sarebbe stato colui che si sarebbe recato in Spagna fisicamente ma loro lo avrebbero aiutato a raggiungere quella regione.  In sostanza egli cercò di rendere partecipi i Romani nella sua missione perché la sua missione era anche la loro missione!

Qualcosa di analogo emerge nella seconda parte di questo brano. Prima di andare in Spagna passando da Roma, l'apostolo doveva recarsi a Gerusalemme per portare una colletta per la comunità di Gerusalemme che, nel frattempo, si era trovata in una grande carestia. Egli stava svolgendo quel servizio ma non su iniziativa personale, bensì su mandato delle chiese della Macedonia e dell'Acaia che gli avevano affidato i loro aiuti per i credenti di Gerusalemme.

Da questi particolari emerge chiaramente il fatto che non esisteva nella mente dell'apostolo Paolo l'idea che il missionario potesse esse...
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana