Angola. Sono salite a cinque il numero di persone morte a Luanda, capitale dell’Angola, a seguito dello
sciopero nel settore dei trasporti per l’aumento del 33% del carburante e da cui sono seguite
forti manifestazioni antigovernative. L’ondata di protesta ha portato migliaia di persone in strada a bloccare il traffico, scontri con la polizia, e saccheggi di negozi.
Dopo una guerra civile decoloniale durata 40 anni, l’Angola è divenuto il secondo produttore di petrolio dell’Africa subsahariana, dopo la Nigeria. Ha visto una forte crescita nei primi anni del 2000 grazie – tra gli altri – ai suoi rapporti economici con la Cina, ma sconta ora le conseguenze di anni di recessione, con aumento di disoccupazione e povertà.