Un canto, una poesia, un semplice Namastè a mani giunte sono sufficienti ad alimentare una spiritualità che attrae masse di adepti.
Eppure, per chi conosca la complessa, ripetitiva, a volte esasperante ritualità hindu, questo "semplicistico" approccio al divino potrebbe essere considerato come frutto di una errata interpretazione di ciò che è stato codificato in migliaia e migliaia di versi raccolti e tramandati dalle scritture.