Le interviste di TrentinoSalute4.0

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By TrentinoSalute4.0Science
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Le interviste di TrentinoSalute4.0 episodes

  • Intervista Stefano TOCCOLI (APSS) sul progetto Europeo VIGOUR (assistenza integrata)
    iNTERVISTA A STEFANO TOCCOLI (Coordinatore infermieristico APSS TRENTO) sul
    PROGETTO VIGOUR – per una cura integrata

    VIGOUR è un progetto cofinanziato dal Programma Salute dell’UE e si concentra sul supporto alle organizzazioni di assistenza nelle Regioni in tutta Europa per offrire una salute migliore e servizi di assistenza integrati. Il progetto, dalla durata di 36 mesi, sta utilizzando il numero crescente di prove, esperienze e buone pratiche su come implementare con
    successo i servizi di assistenza integrata, applicando queste conoscenze in modo contestuale ad ogni regione.
    VIGOUR fornisce alle organizzazioni di cura l’assistenza e il supporto per affrontare le sfide prioritarie, consentendo
    loro di portare avanti il percorso di assistenza integrata a livello locale.

    La Provincia Autonoma di Trento ha aderito al progetto VIGOUR come sito pilota

    Gli obiettivi dei progetti sono coerenti con la strategia provinciale, in particolare nel campo dell’innovazione sociale e sanitaria. Il centro di competenza TrentinoSalute4.0 (formato dalla Provincia Autonoma di Trento, dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari “APSS” e dalla Fondazione Bruno Kessler) si occupa nello specifico di attività relative al tema della sanità digitale. Lavoriamo su un modello innovativo e integrato basato sulla piattaforma di salute digitale locale VIGOUR che ci aiuta a consolidare la nostra conoscenza delle cure integrate.

    Collegamento con altre iniziative:

    La programmazione fa parte di una serie di priorità che la Provincia autonoma di Trento sta portando avanti a livello di telemedicina ed è collegata ad un’altra iniziativa nazionale (Strategia Nazionale delle Aree Interne) e provinciale denominata “Aree interne” (promozione della salute digitale e della telemedicina nel Tesino)

    I partner:
    https://vigour-integratedcare.eu/?id=2049

    Intervista rilasciata nell'agosto 2021
    12 min
  • COVIBOT: IL CHATBOT CHE RISPONDE SU VACCINAZIONI, TAMPONI E ISOLAMENTI
    Intervista a Claudio Giuliano, ricercatore FBK e responsabile dell'Unità di ricerca "Future Media" che ha realizzato Covibot - Giugno 2021

    COVIBOT: IL CHATBOT CHE RISPONDE SU VACCINAZIONI, TAMPONI E ISOLAMENTI
    La versione sperimentale sostituita da quella definitiva

    Oltre 160 Faq, più di 8mila domande alternative e oltre 100mila richieste effettive degli utenti utilizzate come training. Per arrivare ad essere quello che è oggi – un chatbot che risponde in automatico alle richieste degli utenti con un grado di accuratezza di oltre il 90% – Covibot ne ha «macinate» di domande. L’Azienda provinciale per i servizi sanitari e la Fondazione Bruno Kessler, nell’ambito del centro di competenza sulla sanità digitale TrentinoSalute4.0, hanno lavorato a lungo nei mesi della pandemia per dare vita a Covibot, un chatbot visibile dal sito di Apss in grado di rispondere a domande sulla campagna vaccinale, la Certificazione verde Covid-19 e alle tante richieste che ancora arrivano sugli isolamenti, le quarantene, i contatti con i positivi e i tamponi. Covibot è stato pubblicato in via sperimentale ad aprile e dopo oltre tre mesi di «rodaggio» (le effettive domande degli utenti sono un fondamentale aiuto per addestrare il bot) è online nella versione definitiva dalla fine di luglio.

    Nelle crisi cresce la richiesta di informazioni degli utenti, che hanno sempre più bisogno di riferimenti chiari e risposte rapide. Non sempre i canali tradizionali di interfaccia con i cittadini riescono a colmare la «fame di sapere» e a stare al passo con le tante richieste (anche perché le limitazioni fisiche imposte dalla pandemia hanno di fatto spostato il flusso di richieste dagli sportelli fisici ai canali telefonici e digitali). Ed è grazie all’applicazione pratica dell’intelligenza artificiale che sportelli informativi, Urp e numeri verdi possono trovare un alleato prezioso. Il successo e la crescita vertiginosa dell’instant messaging hanno portato a cambiamenti radicali nelle preferenze di comunicazione delle persone. In questo senso i chatbot, servizi di messaggistica che imitano le conversazioni umane, rappresentano un’applicazione pratica di intelligenza artificiale al servizio dei bisogni degli utenti, in grado di fornire risposte in tempi rapidi e in modo logico.

    Covibot – nato da un’idea di Apss e sviluppato da FBK – è il risultato di un lungo processo di addestramento del sistema, sia a livello di contenuti sia di interventi tecnici. Il progetto di Apss e Fbk, in particolare dell’Unità di ricerca “Future Media” – guidata da Claudio Giuliano – e dell’Ufficio comunicazione di Apss ha vissuto sostanzialmente tre tappe: il primo step addestrativo è partito dalle oltre 130 domande pubblicate sul sito Apss e riformulate in oltre tremila domande di addestramento. La fase due ha preso in considerazione invece le vere e proprie domande degli utenti per rendere l’esperienza del chatbot ancora più realistica. Per quanto ci si possa mettere nei panni delle persone e delineare i loro bisogni informativi rimangono pur sempre delle zone inesplorate e vuoti conoscitivi da colmare. Il feedback reale dell’esperienza utente è stato quindi strategico per rendere le risposte del chatbot ancora più accurate e ha permesso di creare ex novo decine di Faq che hanno arricchito la base di conoscenza dell’assistente virtuale. Le domande di addestramento sono state in questa fase oltre 8mila e sono risultate fondamentali: il training della fase due ha infatti permesso di arrivare ad un livello di accuratezza delle risposte quasi del 90%. In questa fase il gruppo di lavoro che ha addestrato l’assistente ha lavorato molto per definire in quali casi il chatbot dovesse astenersi dal rispondere, nell’ottica di evitare il più possibile risposte «errate» troppo rischiose. La fase tre, infine, è coincisa con alcuni aggiustamenti a livello informatico e la messa online del box definitivo dedicato al chatbot sul sito Apss.

    Per quanto riguarda la tipologia delle domande, la maggior parte delle richieste riguardano le vaccinazioni (Certificazione verde, tipologia di vaccino, spostamenti seconda dose, somministrazioni a turisti e lavoratori stagionali, etc.), ma non mancano le domande sulle quarantene e gli isolamenti e ovviamente quelle relative agli spostamenti da e per l’estero. Diverse sono anche le domande generiche di tipo sanitario (cambio medico, tessera sanitaria, esenzioni, etc.) considerate al momento fuori target (ma alle quali il chatbot risponde comunque suggerendo una risposta o un sito/numero a cui fare riferimento). In questo senso è interessante provare ad immaginare un utilizzo del bot anche in chiave non Covid, guardando con speranza ad un futuro post pandemia.

    Il progetto Covibot è unico nel suo genere in Italia, sviluppato nell’ambito del laboratorio congiunto TrentinoSalute4.0 (che vede lavorare fianco a fianco Apss, Fbk e Provincia autonoma di Trento): lo strumento di coesione tra gli indirizzi della programmazione sanitaria, i bisogni di innovazione espressi dal servizio sanitario provinciale e le opportunità offerte dalla ricerca e dalle nuove tecnologie digitali.

    Maggiori info su www.trentinosalutedigitale.it
    20 min
  • IA per la salute e l'alimentazione: al via il progetto Circular Health
    Chiara Ghidini, ricercatrice FBK, a capo dell'unità Process & Data Intelligence del nuovo centro Digital Health and Wellbeing della Fondazione Bruno Kessler di Trento, ci spiega cosa significa portare un "digital twin", un gemello digitale, negli ospedali.

    Intervista di M. Lucianer (Ufficio stampa TS4.0 e FBK) realizzata a gennaio 2021
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    Comunicato Stampa 18/1/2021

    Sfruttare l’intelligenza artificiale in ambito ospedaliero e nel settore agro-alimentare. Sono le missioni previste dal progetto Circular Health, vincitore nell'ambito "Industry" del bando sull’Intelligenza Artificiale della Compagnia di San Paolo. L’iniziativa è coordinata dall’Università degli Studi di Torino e punterà a individuare approcci innovativi per l’applicazione dell’IA in due settori cruciali della società contemporanea: salute e alimentazione.

    Il bando della Compagnia San Paolo

    Cogliendo lo stimolo dell’Europa, a gennaio 2020 la Compagnia di San Paolo ha pubblicato il bando “Intelligenza Artificiale, uomo e società”, creato dalla Missione Valorizzare la ricerca dell’Obiettivo Pianeta, con l’intenzione di sostenere progetti di ricerca innovativi, finalizzati all’avanzamento della conoscenza scientifica nell’ambito dell’intelligenza artificiale, con ricadute concrete in termini economici e sociali, impostando così nuovi modelli con cui combinare risorse e competenze.

    Questo bando nasce dal presupposto che la rapida crescita delle tecnologie e soluzioni basate sull’Intelligenza Artificiale e/o Machine Learning (AI), dell’Internet delle cose (IoT) e dei relativi metodi per la valorizzazione dei dati rappresentano un’opportunità per l’uomo e la società. Promettono, infatti, di modificare in profondità le modalità di lavoro, d’istruzione, di gestione delle attività economiche e culturali, di relazione personale e sociale.

    Le due missioni del progetto Circular Health for Industry

    L’intento di Circular Health for Industry è di andare a coprire non solo gli aspetti della salute umana, ma anche la salute e il benessere degli animali nell’industria alimentare e la qualità della produzione agricola che parte dalla salute delle piante in un approccio interdisciplinare. Esso costituisce una metodologia per raccogliere e analizzare dati con tecniche di Intelligenza Artificiale, sviluppandola in due mission project.

    Primo progetto: un Digital Twin per gli ospedali

    Il progetto con Città della Salute e della Scienza e l’Ospedale Cottolengo, guidato dalla Fondazione Bruno Kessler di Trento, con l’unità di ricerca Process & Data Intelligence del nuovo centro Digital Health and Wellbeing, porterà competenze di process mining e predictive business process management per la ricostruzione automatica dei processi degli ospedali. Si cercherà di creare un digital twin - un gemello digitale - dell'ospedale per permettere la loro ottimizzazione e per fare previsioni sull’esito e sui tempi dei processi e riallocare le risorse dinamicamente per affrontare i cambiamenti.

    «Questo mission project - racconta la responsabile dell’unità di ricerca della Fondazione Bruno Kessler Chiara Ghidini - si propone di applicare sul campo tecnologie robuste ed innovative di process mining e predictive process monitoring con lo scopo di raccogliere e sfruttare al meglio i dati disponibili nei sistemi informativi degli ospedali per migliorarne i processi. L’applicazione di tecniche di Intelligenza Artificiale al settore della salute è una grande opportunità che può contribuire a consolidare il diritto ad una salute sostenibile. Questo mission project è un’occasione importante per creare e consolidare le sinergie tra la ricerca ed attori importanti quali gli ospedali verso il raggiungimento di questo obiettivo».

    .....(more info on the website www.trentinosalutedigitale.it)

    Scheda del Progetto

    Titolo: Circular Health for Industry

    Partner Capofila: Università di Torino – Dipartimento di Informatica. Principal Investigator: Prof. Guido Boella

    Partner Ricerca e sviluppo: Centro di Competenza Agroinnova dell’Università di Torino, Fondazione Bruno Kessler – Research Unit of Process & Data Intelligence;

    Partner territoriali: Città della Salute e della Scienza; Ospedale Cottolengo; Fudex; Vanzetti-Holstein

    Soggetti terzi: Università di Torino – Dipartimento di Scienze agrarie, forestali e alimentari; Università di Torino – Dipartimento di Scienze Veterinarie; Consoft Sistemi; CNR-IRCRES; CIM4.0
    11 min
  • TreC_ FSE: the Citizen's medical health record (EHR) of Province of Trento (Trentino Region). Interview with Marco Frassoni, IT Officer
    TreC (from the Italian acronym three “C” which stands for “Cartella Clinica del Cittadino”, i.e. citizen’s medical record) is the digital health ecosystem implemented in the Autonomous Province of Trento (PAT) since 2010. TreC is accessible via webportal and represents for the citizens a single point of access to all the services provided by the provincial healthcare system. Furthermore, it enables citizens to access, supplement, manage and share their health and wellbeing information.
    Thanks to a co-creation process which involved about 30.000 people in Trentino through focus groups, surveys and online interviews, it emerged the need for a mobile version of TreC, since almost every citizen has a smartphone, but not a PC, especially among the elderly who represent the main users of the health service.
    This evidence laid the foundations to TreC_FSE (where the Italian acronym “FSE” corresponds to the Anglo-Saxon EHR).
    The decision to implement TreC_FSE was taken in 2017. The development of the app was carried on thanks to a system approach coordinated by TrentinoSalute4.0, the competence centre for digital health formally established in 2016 which involves PAT in the role of decision maker, the Provincial Healthcare Trust (APSS) in the role of provider of services and the Bruno Kessler Foundation (FBK) as research institute. The official launch of TreC_FSE took place in April 2018, during the 2nd edition of Trento Smart City Week, an annual informational event aimed to promote the knowledge of and the advantages brought by the digital services available in Trentino Region.
    More info: www.trentinosalutedigitale.it
    @FBK_research
    @ApssTN
    15 min
  • TreC Diabetes: manage patients with diabetes type 1 and type 2, supported by new technologies. Interview with Lorenzo Gios, project manager
    TreC Diabetes is a project developed by the joint laboratory APSS/FBK/PAT of TrentinoSalute4.0 (partners: Autonomous Province of Trento – PAT, Provincial Healthcare Trust of Trentino - APSS, the Bruno Kessler Foundation – FBK). Based on previous experiences gained through TreC and TreC_FSE projects, this initiative aims at implementing a new organizational asset to manage patients with diabetes type 1 and type 2, supported by new technologies. The core target of TreC Diabetes is mainly pregnant women affected by diabetes, including Gestational Diabetes Mellitus (GDM)
    20 min
  • Trentino Salute+: an app developed for promoting healthy lifestyles. Interview with Riccardo Farina, project manager
    ENGLISH VERSION:
    Trentino Salute+ is an app explicitly developed for promoting healthy lifestyles in accordance with the first macro-thematic objective of the 2015-2025 Trentino Health Plan: "More years of healthy life". The promotion of healthy lifestyles triggers a dialogue between different entities: citizens, provincial government, social cooperatives, associations and commercial partners, following the paradigm “the healthier your behaviour, the greater your help to others” and fostering the creation of a virtuous community.
    In the interview, Riccardo Farina, PhD, MSc, Policy Officer at the Department of Health and Social Policies of the Autonomous Province of Trento and Project Manager of Trentino Salute+, gives us a thorough description of the project.
    15 min
  • Televisita pediatrica. La sperimentazione in Trentino
    In questo podcast, Giulia Malfatti, project manager di TrentinoSalute4.0, illustra il progetto che ha coinvolto i Pediatri di libera scelta del Trentino. Il sistema tecnologico messo loro a disposizione ha consentito ai PLS di effettuare videochiamate su richiesta, organizzare appuntamenti per
    televisite e condividere informazioni tramite chat con le famiglie dei piccoli assistiti.
    I pediatri che hanno sperimentato la piattaforma sono stati cinque e hanno prescritto 88 applicazioni durante il mese di sperimentazione (settembre/ottobre 2020). Il numero delle televisite effettuate è stato di 115.
    I ricercatori della FBK hanno realizzato dei focus group con i medici e con i pazienti per la valutazione complessiva della sperimentazione.
    TreC_Pediatria è stata candidata al Patient’s Digital Health Awards 2020 e votata da 50
    associazioni di pazienti, all’interno della Digital Health Accademy e Fondazione MSD.
    È stata riconosciuta tra i progetti di salute digitale più meritevoli e attenti ai bisogni dei
    pazienti, aggiudicandosi il primo premio nella categoria «Soluzioni Covid-19».
    4 min
  • Intelligenza artificiale e "Algor-etica”. Intervista al prof. Paolo Benanti
    “L’intelligenza artificiale cambia il modo con cui facciamo tutte le cose”. Lo ha detto il professor Paolo Benanti, frate francescano del Terzo Ordine Regolare – TOR, che lo scorso giugno alla Fondazione Bruno Kessler è stato protagonista di uno degli incontri di Essent*IA, organizzati dal programma FBK per la Salute, dal titolo Digital Age: epistemologia e antropologia nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale.

    Paolo Benanti gira il mondo per parlare di questioni etiche nell’Intelligenza artificiale; si occupa di etica, bioetica ed etica delle tecnologie; studia gestione dell’innovazione, tra internet e l’impatto della Digital Age; approfondisce le biotecnologie per il miglioramento umano e la biosicurezza, le neuroscienze e le neurotecnologie. Dal 2008 è docente presso la Pontificia Università Gregoriana, dove ha conseguito anche il dottorato di teologia morale, presso l’Istituto Teologico di Assisi e il Pontificio Collegio Leoniano ad Anagni. Abbiamo quindi voluto cogliere l’occasione del seminario Essent*IA per raccogliere attraverso questa video intervista qualche riflessione e stimolo su uno dei temi più dibattuti di questi anni.

    Alcune domande che gli abbiamo posto ci raccontano innanzitutto la sua formazione e il suo lavoro, altre indagano il suo approccio e la sua visione sul tema dell’etica delle tecnologie. Gli abbiamo chiesto cosa lo distingue rispetto ad altri studiosi: perché un religioso parla di etica delle tecnologie? Qual è la sua visione e qual è l’importanza che dà al tema dell’etica? “Nel mio background ho degli studi tecnici: dopo il liceo ho intrapreso gli studi di ingegneria” – ha precisato Benanti. “Poi ad un certo punto ho fatto una scelta di vita diversa che mi ha portato ad occuparmi di discipline teologiche ed umanistiche. Quando si è trattato di scegliere il dottorato ho tentato di riunire queste due anime, e sono stato accolto dalla Georgetown University a Washington (USA) dove ho potuto toccare con mano biotecnologie, uomo, tecnologie digitali”.

    “Il mio contributo come docente per la comprensione dell’umano riguarda il porsi al limite, o meglio, porsi come interfaccia tra umano e macchina della questione etica”.

    “La macchina deve rispettare delle questioni che per noi sono fondamentali” – continua Benanti. “C’è un esempio che riporto sempre: un veicolo a guida autonoma che ad un incrocio si trova nella sfortunata circostanza di dover decidere chi sacrificare: come deve scegliere? La scelta etica, prettamente umana, in qualche misura deve diventare una competenza della macchina autonoma. Per fare questo io propongo una definizione che è una commistione tra etica e macchina, un nuovo capitolo dell’etica:

    l’Algor-Etica è l’idea di poter sviluppare strumenti algoritmici per gestire dimensioni eticamente sensibili della macchina dotata di intelligenza artificiale”.

    Lo abbiamo poi incalzato sull’esistenza di un’etica che possiamo condividere globalmente: “Siamo abituati a pensare l’etica come una dimensione normativa” – ha risposto Benanti. “L’etica delle virtù è un modello che trova universalmente molta più adesione di un’etica normativa. Poi possiamo chiederci quanto è giusto, cosa è giustizia e cosa è equità – questione che abbonda nella filosofia per esempio del Novecento. La macchina deve o non deve essere giusta? È un dibattito aperto”.

    Rimane ottimista il professor Benanti rispetto al fatto che grandi player, grandi aziende che si pongono al di sopra degli Stati e che investono miliardi di dollari e risorse, e perseguono obiettivi di business, rimangano centrate sul bene dell’uomo. “Noi ci troviamo in una fase dell’innovazione tecnologica molto particolare, in cui ci sono dei player molto grandi, con bilanci e capitalizzazioni anche superiori a molti stati. Però questi grandi gruppi sono fatti da uomini, da persone che se non trovano soddisfazione in quello che fanno, se non condividono l’idea di missione per rendere “il mondo migliore”, tutto questo non funziona. Questo dà luogo ad una congiuntura in cui il messaggio etico diventa sempre più importante. Se prima a questa domanda rispondevano “noi facciamo business” ora rispondono che l’etica è una cosa fondamentale” – ha aggiunto Benanti.

    “Tenere acceso il dibattito sull’etica è ciò che ci garantisce che l’etica almeno bussi alle porte delle istituzioni e dei grandi player. Se qualcuno le apre poi vedremo..”

    Una domanda l’abbiamo dedicata alle Istituzioni o portatori di interessi con cui la Santa Sede sta collaborando per diffondere il tema dell’etica. “A partire dalla rivoluzione industriale la Santa Sede si è vista urgentemente interrogata da quella nuova fascia di ingiustizia che arrivava con gli operai e tutta la questione sociale. Nasce quindi da fine ‘800 – in ritardo rispetto ad altri movimenti – una corrente che si chiama Dottrina sociale della Chiesa che è attenta a questi cambiamenti della società. Oggi sembra essere di fronte ad un nuovo capitolo in cui dover dire qualcosa di nuovo”.

    “L’intelligenza artificiale non è una tecnologia che serve a fare qualcosa di specifico, ma cambia il modo con cui facciamo tutte le cose”.

    Siamo all’inizio di questa riflessione plurale, ma che ancora non ha portato ad una espressione del vertice della Chiesa e Papa Francesco ancora non ha offerto un’enciclica su questi temi” – aggiunge Benanti.

    Esiste la possibilità di applicare delle linee guida, delle indicazioni condivise per lo sviluppo delle nuove tecnologie, e quindi, se si riuscisse a giungere a delle linee guida riconosciute, accordate internazionalmente, chi, quale organo o istituzione potrebbe proporsi come organo di vigilanza, chi potrebbe prendersi la responsabilità di controllare che vengano applicate?

    “Le questioni etiche devono appartenere ad un patto sociale e perché un sistema democratico funzioni c’è bisogno di qualcuno che vigili sul patto sociale”.

    “L’idea di lanciare semplicemente delle istanze, siano esse normative od etiche, e pensare che queste accadano non funziona” – afferma Benanti. “C’è bisogno di una coscienza civile, c’è bisogno di un’attenzione che diventi una prassi anche delle aziende” conclude il professore.

    L’ultima domanda l’abbiamo dedicata ai suoi impegni futuri. Ascoltate l’intervista per saperne di più.

    NOTA:
    L’obiettivo dei seminari di Essent*IA è di aiutare a riflettere sui bisogni di innovazione e sul ruolo delle tecnologie digitali per la salute, attraverso un approccio multidisciplinare di matrice umanistica e che vedano l’intelligenza artificiale – IA come fil rouge del percorso, in quanto massima espressione del supporto tecnologico in sanità.
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    Breve CV
    Frate francescano del Terzo Ordine Regolare – TOR, Paolo Benanti si occupa di etica, bioetica ed etica delle tecnologie. In particolare i suoi studi si focalizzano sulla gestione dell’innovazione: internet e l’impatto della Digital Age, le biotecnologie per il miglioramento umano e la biosicurezza, le neuroscienze e le neurotecnologie. Dal 2008 è docente presso la Pontificia Università Gregoriana, dove ha conseguito anche il dottorato di teologia morale, presso l’Istituto Teologico di Assisi e il Pontificio Collegio Leoniano ad Anagni. Oltre ai corsi istituzionali di morale sessuale e bioetica si occupa di neuroetica, etica delle tecnologie, intelligenza artificiale e postumano. Ha fatto parte della Task Force Intelligenza Artificiale per coadiuvare l’Agenzia per l’Italia digitale. E’ membro corrispondente della Pontificia accademia per la vita con particolare mandato per il mondo delle intelligenze artificiali. A fine 2018 è stato selezionato dal Ministero dello sviluppo economico come membro del gruppo di trenta esperti che a livello nazionale hanno il compito di elaborare la strategia nazionale sull’intelligenza artificiale e la strategia nazionale in materia di tecnologie basate su registri condivisi e blockchain. Nel novembre 2019 papa Francesco lo ha nominato Consultore del Pontificio consiglio della cultura. In aprile del 2020 ha pubblicato un breve scritto dal titolo: “Se l’uomo non basta. Speranze e timori nell’uso della tecnologia contro il Covid-19”, attraverso il quale cerca di fare i conti con l’esigenza di pensare come e cosa fare per uscire dal presente ed essere ancora umani nel futuro.
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    Per info su TrentinoSalute4.0: https://trentinosalutedigitale.com/
    Per info sui seminari Essent*IA: https://formazionesalute.fbk.eu/seminars/detail/618/essentia-2019/
    13 min

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