Siamo circondati oggi da apparecchi che sono umani non tanto nelle forme esteriori, ma nei suoni con cui ci parlano. Ci annunciano la fermata di un autobus o rispondono servizievoli ai nostri comandi. La fantascienza ci racconta di uomini che si innamorano di queste voci meccaniche, per ricordarci che c’e’ qualcosa di inquietante nella loro semi-umanita’. Ma, anche a sentirle, e a dialogare con loro, stiamo facendo l’abitudine.
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