Le mappe che usiamo sono deformazioni geometriche che ingigantiscono il Nord del mondo per fini pratici di navigazione. Prima del XVIII secolo i mappamondi erano rarità mistiche, finché il geniale frate Vincenzo Coronelli non li ha resi oggetti accessibili, rivoluzionando la nostra percezione della sfericità terrestre. La cartografia antica non era solo metrica ma spirituale, popolata da mostri e simboli, ricordandoci che ogni mappa è una scelta tra precisione e bugia. Il paradosso è che per orientarci sulla Terra abbiamo dovuto accettare di guardare una sua versione "stirata" e profondamente falsata. Alla fine, possediamo il mondo intero sul telefono, ma forse abbiamo smesso di capirne la reale vastità.
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