I board games stanno crescendo perché rispondono a un bisogno profondo: rallentare, staccare dal digitale e ritrovare connessioni autentiche. Al tavolo si torna presenti, si allena l'empatia e si impara a leggere le persone in modo diretto e genuino. Insegnano a vivere il fallimento con leggerezza e a condividere momenti veri con chi si ha accanto. Sono, in fondo, un modo semplice e potente per ricordarsi che siamo esseri sociali.
A tutte le mie compagnie di gioco, fisse o di passaggio, alla mia crew di D&D e a chi di giochi da tavolo ne capisce più di me (https://www.youtube.com/@BoardGamePhysicist) e a chi mi aiuta ogni anno ad organizzare gli ARAMENGAMES: grazie per ogni serata, ogni sfida e ogni critico. Finché abbiamo dadi da lanciare e un tavolo attorno a cui trovarci, il mondo è in buone mani.
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