Le voci di Biennale Democrazia

Le voci di Biennale Democrazia

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Le voci di Biennale Democrazia episodes

  • Adriano Favole | Fare la pace con la natura | Biennale Democrazia 2025
    L’ambiente non ha mai dichiarato guerra agli esseri umani. È avvenuto però il contrario. Una sistematica distruzione delle risorse e dei non umani accompagna i processi di espansione coloniale almeno dal XV secolo. La colonizzazione degli “altri” umani e dei non umani è andata di pari passo. Fare pace con la natura significa de-colonizzare le nostre menti e le nostre pratiche, riconoscendo dignità a tutti gli esseri viventi e non viventi che abitano la Terra, come ci insegnò San Francesco. Nel suo intervento, a partire da casi di studio in Oceania, in Europa e nell’Oceano indiano, Adriano Favole ci propone alcune idee e prospettive per recuperare una visione relazionale dei Terrestri. Al centro della riflessione la nozione di “incolto”.

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    1 hr 4 min
  • Chantal Meloni, Nathalie Tocci | Le democrazie e la guerra | Biennale Democrazia 2025
    L’invasione dell’Ucraina, il 24 febbraio 2022, ha segnato uno spartiacque storico pari all’11 settembre 2001. L’ordine mondiale sta mutando, su direttrici non ancora prevedibili. Ma la portata del cambiamento, e delle sue implicazioni, non ci è ancora del tutto chiara. Per questo continuiamo – da posizioni contrapposte, e di volta in volta presentate come «realiste» – a coltivare illusioni: un negoziato a portata di mano, una vittoria sul campo, una resa onorevole. La realtà però incalza, ed esige un cambio di paradigma – a ogni livello: dal ruolo dell’Europa a quello del diritto penale internazionale. Riconquistare la pace non sarà semplice.

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    1 hr 26 min
  • Laura Pepe, Gustavo Zagrebelsky | Le guerre persiane e l’invenzione dell’identità | Biennale Democrazia 2025
    Un giorno Serse, in procinto di muovere contro la Grecia, convocò Demarato, un re spartano che aveva trovato rifugio presso di lui. Gli domandò chi fosse il capo dei Greci, e come i Greci potevano sperare di vincere, loro che erano così pochi, contro un esercito numeroso come il suo; Demarato rispose che i Greci non obbedivano a nessuno se non alla legge, ma si sarebbero battuti con coraggio per conservare la loro libertà. Se è vero che l’identità si costruisce attraverso la polarizzazione dell’alterità, ebbene già questo scambio di battute contiene l’essenza dell’identità greca: fatta di libertà, di uguaglianza davanti alla legge, di senso di appartenenza a una comunità.

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    55 min
  • Tamar Pitch, Giulia Siviero | Una rabbia dorata. Femminismo e strumenti di lotta | Biennale Democrazia 2025
    Quanto fa arrabbiare della vernice rosa su un monumento? Spesso, molto più di ciò che denuncia: femminicidi, discriminazioni, stupri. Siamo abituati a considerare la rabbia negli uomini come un’emozione accettabile, nella forma di «tigna» o «garra». Alle donne è invece interdetta: si chiede loro di reprimerla, di sbollirla. Ma la rabbia è strumento di lotta: unisce, libera energie, favorisce dialoghi. E favorisce una presa di parola pubblica non più solo in quanto vittime: la rabbia è una forza trasformativa. E agisce un cambiamento che coinvolge la società nel suo insieme.

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    1 hr 1 min
  • Giulia Mei, Sabina Reghellin | Nella notte nera | Biennale Democrazia 2025
    Fra il 2011 e il 2023 le persone italiane under 35 ufficialmente emigrate all’estero sono 550.000 (il dato reale è probabilmente il triplo). Un’emorragia che – oltre a costare centinaia di miliardi di PIL – avvia un circolo vizioso: il clima verso le persone giovani oscilla tra paternalismo, disinteresse e ostilità, generando condizioni sempre più espulsive. Guardare a molti prodotti culturali gen-z, allora, è spesso come aprire le finestre: rabbia e ironia, militanza e cultura si mescolano a una leggerezza pop capace di raggiungere platee trasversali per età, ceto, fede politica. E, incredibilmente, di guardare al futuro.

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    1 hr 4 min
  • Edoardo Prati, Matteo Saudino | Catullo contro società, cultura, Gen-Z | Biennale Democrazia 2025
    In Italia TikTok è spesso descritto come un social di «balletti», adatto alla frivolezza incolta delle generazioni più giovani. È un paradosso, per uno spazio ricchissimo di contenuti profondi. Ma è anche emblematico: in un Paese che invecchia, e che sempre più è governato da logiche gerontocratiche, chi ha meno di trent’anni (figuriamoci meno di venti) si ritrova delegittimato in partenza. Il che non danneggia solo le persone più giovani: a privarsi delle infinite risorse dei ventenni (cultura, intelligenza, sguardo critico) è la società nel suo insieme. Parlare ai giovani, parlare da giovani: un doppio imperativo per un paese da tempo in stasi.

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    1 hr 19 min
  • Francesca Mannocchi, Matteo Nucci | L’occidente allo specchio. Costruzione del nemico e identità | Biennale Democrazia 2025
    Termopili significa «porte calde»: un passo strettissimo, tra terra e mare, solcato da sorgenti termali. Lì, e poi a Salamina, si gioca l’inconcepibile vittoria dei Greci su Serse: un esercito (secondo Erodoto) di quasi cinque milioni di soldati, eppure sconfitto dall’amore per la libertà delle poleis. Il primo vagito di identità occidentale nasce così, in opposizione ai Persiani. E, da allora, il processo non ha smesso di ripetersi. Roma-Cartagine, Cristianità-Oriente, USA-URSS, fino alle guerre di oggi a Kiev e in Medio Oriente: l’identità richiede una nemesi. Per questo è cruciale tornare a leggere i ritratti dei nostri «nemici» storici: molto più che di loro, parlano di noi.

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    54 min
  • Paola Caridi, Anna Foa | Israele e Palestina, dall’interno | Biennale Democrazia 2025
    La catastrofe in Medio Oriente passa da un mancato riconoscimento dell’altro. Anzitutto tra Israele e Palestina: Hamas ha nel suo statuto storico la distruzione di Israele, il quale – da parte sua – non ne ha mai accettato la vittoria alle elezioni del 2006. Ma i conflitti sono anche interni. Hamas guadagna consensi in Cisgiordania. E Israele assiste a un restringimento delle proprie libertà democratiche (emblematici gli attacchi al giornale Haaretz), mentre le opposizioni e la «coscienza civile» – per decenni in prima fila contro le guerre – sembrano più deboli che mai. In questo scenario è cruciale, anche se difficilissimo, continuare a perseguire una soluzione diplomatica. Come?

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    1 hr 7 min
  • Stefano Liberti | Tropico Mediterraneo | Biennale Democrazia 2025
    Il Mediterraneo sta attraversando una trasformazione vorticosa per effetto del surriscaldamento globale e delle attività antropiche. Un viaggio per parole e immagini tra le isole e le coste – da Linosa a Cipro, da Tunisi alle Kerkennah, da Mazara a Samos – dà la voce a chi, per contatto diretto, può testimoniarne le sorprendente metamorfosi. Granchi blu e pesci palla maculati, pescatori che diventano scafisti e capitani di petroliere trasformati improvvisamente in attivisti, e ancora sfruttamento delle risorse marine e sorprendenti soluzioni di adattamento: un caleidoscopio marino, che ci ricorda la necessità di tutelare il «bene comune» Mediterraneo.

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    1 hr 3 min
  • Annalisa Camilli, Laura Pepe | Donne e schiavitù, dall'antichità a oggi | Biennale Democrazia 2021
    Schiavo è chi appartiene a un altro essere umano, espropriato di ogni cosa se non della vita. Ma quale vita? Le forme della schiavitù sono nei secoli cambiate, adattandosi ai contesti e ai periodi storici, ma rimanendo legate a forme di privazione. E quando è una donna a essere non più persona, ma oggetto di proprietà? Le “schiave” del passato cosa condividono con quelle contemporanee? Protagoniste di un processo di emancipazione sociale ancora in fieri, le donne quando potranno dirsi finalmente libere dai preconcetti, economicamente, nel rapporto con i corpi, da un linguaggio che è riflesso di un modo di ragionare?
    Con Annalisa Camilli e Laura Pepe. Modera: Eliana Di Caro. Dal dibattito del 9 ottobre 2021, Circolo dei lettori, Torino.

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    1 hr 16 min

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