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L’eredità di Comunardo Niccolai: umana e sportiva


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“Per me, insieme a Mario Martiradonna, è stato il più grande difensore nella storia del Cagliari. Nonostante l’annoso discorso delle autoreti. Un ragazzo eccezionale, buono, modesto, molto spiritoso e socievole. Aveva una grande autoironia, quando gli capitava di realizzare degli autogol, sosteneva che lui fosse il migliore a farli! Dal punto di vista tecnico lo posso descrivere in questo modo: forte tecnicamente, dal punto di vista atletico e aereo. Forse non velocissimo, però all’epoca con la presenza del libero non rappresentava un problema insormontabile. Dava la palla benissimo ai compagni, sapeva spingersi in attacco. Non aveva difetti“.

Un tributo doveroso, a un campione vero

79 anni fa nasceva uno degli Eroi Immortali dello Scudetto del Cagliari ’70: Comunardo Niccolai. Le parole riportate sopra sono state pronunciate da Riccardo Dessì, compagno di squadra di “Silvano” prima che il terzino lasciasse il calcio per diventare medico, in esclusiva a CalcioCasteddu nei momenti successivi alla scomparsa di Niccolai. Oggi ricordiamo un campione che ha scritto pagine indelebili nella storia della società rossoblù e nella memoria dei tifosi. Doveroso dedicargli un pensiero, a quasi un anno e mezzo da quel triste 2 luglio 2024 che lo ha strappato alla vita.

Nella leggenda

“Giocavo qualche metro dietro lui e so bene il suo valore, sapeva affrontare alla grande i migliori centravanti d’ItaliaHo avuto pochi amici veri nel calcio: Comunardo era uno di questi”: dalle dichiarazioni di Beppe Tomasini, che trovò la forza di esprimere il suo dolore per l’addio al compagno di tante battaglie, trasuda l’essenza di Comunardo Niccolai e la sua eredità. Sportiva e umana.

 

 

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