"Il paesaggio della mia infanzia non fu la terra, bensì la fine della terra, le fredde, salate, fluenti colline dell'Atlantico. A volte, penso che la mia immagine del mare sia la cosa più chiara che possiedo... E in flusso di ricordi, i colori si fanno più profondi e brillanti, il mondo di allora respira...". Così scriveva Sylvia Plath nel raccontare la gioia selvaggia della poesia che la madre le ha fatto scoprire quando era una bambina. A lei, Sylvia scrive per tutta la vita. Un massiccio corpus di 700 lettere che ha la stessa potenza dei suoi versi di diamante.