Marzio Mian, con Ugo Bruno Gambardella, ci racconta il suo libro "Guerra bianca - sul fronte artico del conflitto mondiale" e spiega come l’Artico, che è stato sempre percepito lontano e ai margini della storia, in meno di una generazione, in virtù del cortocircuito climatico, è diventato un luogo di conquista neo-coloniale per la scoperta di immensi giacimenti di Uranio, Petrolio, Gas naturale, Oro, Zinco, Rame e Terre Rare. Quest’ultime sempre più indispensabili per la moderna tecnologia militare e per i nostri smartphone e tablet, nonché per le tecnologie green.
Inoltre, il progressivo scioglimento dei ghiacci sta permettendo l’apertura di nuove rotte marittime consentendo un grande risparmio di tempo e di miglia da percorrere. Un risparmio di soldi e di tempo a cui sono interessati molti paesi, in primis la Cina, la quale detiene a livello globale il 90% del trasporto di merci via mare. Percorrere la rotta artica però significa passare a ridosso delle coste della Federazione Russa, che da sola detiene il 52% delle coste che affacciano sull’Artico, per un totale di 24 mila chilometri. In un momento di forte attrito politico e commerciale come quello che stiamo vivendo a causa della guerra in Ucraina, la rotta commerciale artica è percorribile quasi unicamente dalla Cina di Xi Jinping, che è sempre più vicina alla Russia. La Cina in questi anni ha potuto aprire nuove rotte commerciali sull’Artico, costruire porti ed infrastrutture di servizio, nonché resort turistici per il popolo cinese.
Mian documenta come l’Artico è anche il luogo dove si utilizzano le più avanzate tecnologie miliari e dove troviamo la più grande concentrazione di missili dotati di testate nucleari al mondo. Il luogo, insomma, dove si sta preparando lo scontro finale tra le più grandi potenze, perché è il dominio dell’Artico la vera posta in gioco.
Vladimir Vladimirovic Putin, grazie alle immense riserve di idrocarburi e metalli preziosi presenti nell’Artico russo, cerca di portare avanti la propria visione imperialista: quella di un mondo russo che difende una comunità euroasiatica contrapposta all’Occidente, che ha come punto di riferimento Mosca e alla cui supremazia bisognerebbe sottomettersi. Quello che conosciamo come Russkij Mir.
Un libro che ci apre gli occhi su un mondo nuovo, dove tutti vogliono avere il proprio ruolo.
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Marzio Mian è un giornalista, ha collaborato con Il Giornale, Rai, GQ, i settimanali Sette e "Io Donna" del Corriere della Sera, di quest'ultimo è stato vicedirettore per 7 anni. Ha seguito sul campo il crollo del comunismo, le guerre balcaniche, 4 campagne presidenziali negli USA, realizzato reportage in decine di Paesi e fondato con altri giornalisti internazionali la no-profit The Arctic Times Project, con sede negli Stati Uniti.
(ITA) https://www.ispionline.it/it/bio/marzio-mian
(ENG) https://pulitzercenter.org/people/marzio-mian
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