È giunto al quarantaquattresimo giorno di sciopero della fame Alfredo Cospito, anarchico recluso in isolamento nel carcere di Bancali (Sassari) deciso in questo modo a protestare contro il regime di 41 bis, ovvero il “carcere duro”, cui è stato sottoposto dallo scorso maggio. Nella giornata di ieri il suo caso è arrivato al Tribunale del Riesame di Roma, che dovrà decidere sul provvedimento di applicazione del regime detentivo di 41 bis per i prossimi quattro anni. A ccusato, nell’ambito del processo Scripta Manent, di aver collocato due ordigni a bassa intensità nella Scuola Allievi Carabinieri di Fossano (Torino) i quali, esplosi in orario notturno, non causarono né morti né feriti. Al termine del processo Cospito si vide condannato a 20 anni di reclusione per 280 c.p., ovvero Attentato per finalità terroristiche o di eversione dell’ordine democratico, riqualificato nel luglio 2022 in 285 c.p., Devastazione, saccheggio e strage ai danni dello Stato, il reato più grave del nostro ordinamento, per il quale è previsto l’ergastolo, anche ostativo (il cosiddetto “fine pena mai”), pur in assenza di vittime. Non vennero condannati per questo reato nemmeno gli autori delle stragi di Capaci e via d’Amelio, né quelli di piazza Fontana o dell’attentato alla stazione di Bologna.
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