Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

By Monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)Christianity
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Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno episodes

  • [Sab 6] Commento: Le apparizioni nel Vangelo di San Marco.
    San Marco si contraddistingue sempre per la brevità narrativa che è una sintesi profonda e coinvolgente, per arrivare in modo più diretto a ciò che è essenziale. Abbiamo l'incontro con Maria di Màgdala, con i discepoli di Emmaus e quindi con i discepoli riuniti a tavola. Una costante è presente la troviamo nella difficoltà dei discepoli a credere. Gesù stesso li rimprovera per la durezza dei loro cuori. Un primo momento di tentennamento della comunità è testimoniato da tutti gli evangelisti. È un atteggiamento che è facilmente spiegabile; chi non avrebbe avuto questo primo momento che è soprattutto stupore? A questo momento, però è subentrata immediatamente una espansione clamorosa del messaggio del Cristo Risorto; e questa è storia ben documentata. Una diffusione così rapida, spiegabile solo come opera dello Spirito Santo, che ha alla origine un mandato preciso di Gesù stesso: quanto è testimoniato proprio anche dal Vangelo di San Marco! Leggiamolo allora alla luce della storia, inseriamolo nella storia di salvezza che è l'annuncio pasquale che gli apostoli hanno trasmesso. È la crescita della Chiesa: è la nostra storia!
    2 min
  • [Ven 5] Commento: Figlioli, non avete nulla da mangiare?
    La pesca miracolosa descritta nel capitolo conclusivo del Vangelo di San Giovanni è molto bella e significativa. Il Gesù Risorto è già apparso ai discepoli a Gerusalemme. La loro fede ancora non riesce a comprendere ciò che sta avvenendo ed ecco che ritornano in Galilea, ritornano a quelle attività che avevano prima di incontrare Gesù. La vicende sembra essere chiusa. Di nuovo, come per i discepoli di Èmmaus, Gesù "rincorre" i suoi discepoli. Stavolta sul lago di Tiberìade, e li trova a pescare. Sembra che la loro fatica sia infruttuosa. È quasi un bilancio della loro vita. Hanno conosciuto Gesù, gli sono stati acanto, aveva promesso loro tante cose, eppure la rete è vuota. La vita non è cambiata. Questa apparizione serve proprio a confermare una fede che ancora non era matura e pronta, perché non accompagnata da un atteggiamento di fiducioso affidamento a Cristo. La fede è tale quando abbiamo fiducia, è fonte di vita nuova quando abbiamo nel nostro cuore il Cristo Risorto che riempe le reti della nostra pesca per una vita nuova. Signore, aumenta la nostra fede...
    2 min
  • [Gio 4] Commento: "Pace a voi!"
    Gesù appare ai discepoli turbati da tutti questi avvenimenti che hanno dell'incredibile. Una serie di fatti straordinari ed inspiegabili si sono verificati dalla mattina di questa giornata. Qualcosa di grandioso è avvenuto; il loro cuore, nel più profondo intimo, sa che cosa è. Il Maestro, il loro Signore, lo aveva predetto tante volte! Dopo tre giorni sarebbe resuscitato. È troppo grande la gioia perché vi ci si possa credere subito! Eppure è successo! Gesù appare proprio per confermare questo pensiero, proprio perché ciò che sembra indicibile diventi realtà vera e concreta. In Gesù Risorto abbiamo la fonte prima ed ultima della nostra fede. Della fede personale che chiede l'incontro unico con il Nostro Signore e della fede della Chiesa, alimentato dallo Spirito Santo. Sono due realtà non contrapposte ma che si devono integrare a vicenda. Gesù non ci vuole dei fondamentalisti ciechi ma ci invita a considerare bene tutte le espressioni della nostra religiosità per non cadere in uno spazio troppo individualistico. La fede della comunità di Gerusalemme interpella la nostra vere fede per una verifica che è segno di apertura, è gioia di una scoperta che dispiega al nostro cuore di giorno in giorno. Anche noi la risurrezione la intendiamo nel cuore, nella fede. Anche noi però, come i discepoli vogliamo sentirlo con i sensi umani. E lo sentiamo: "Pace a voi", pace a voi...
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  • [Mer 3] Commento: Non ci batteva il cuore?
    L'episodio dei Discepoli di Emmaus è molto significativo. Vi è la presenza di Gesù Risorto che appare a due discepoli sconsolati ed afflitti nella sera della Pasqua. Si avvicina a loro, percorre la loro strada di sfiducia, cena con loro ed è riconosciuto nel gesto dello spezzare il pane. Qui succede qualcosa di imprevisto che cambia la storia di questi due discepoli e probabilmente anche la storia dei discepoli che erano a Gerusalemme. Generalmente siamo portati ad identificarci con i discepoli che hanno incontrato il Signore; vogliamo leggere la nostra storia in parallelo con la loro e scoprire la novità di vita dell'incontro con Gesù. Incontro nella vita, ma soprattutto nella Chiesa e nelle celebrazioni eucaristiche. È la storia della Chiesa che vi leggiamo, è Gesù che annuncia la Parola e spezza il pane. Guardiamo però anche alla comunità che sta a Gerusalemme e che aveva avuto l'annuncio di salvezza tramite Simòn Pietro, ma che era ancora incredula. L'arrivo di questi due discepoli cambia anche la loro storia; vi saranno altre apparizioni di Gesù ma è importante quello che riferiscono ora i discepoli. Il loro annuncio non è sulla loro storia. A livello della comunità il loro incontro con il Gesù Risorto si confronta con l'incontro con la vicenda di Simòn Pietro, testimone della tomba vuota. I discepoli di Emmaus danno testimonianza della sua parola. La fede personale ha un valore immenso per la nostra vita ma ci deve essere sempre il confronto con la fede della Chiesa per poterne verificare l'autenticità.
    2 min
  • [Mar 2] Commento: Non mi trattenere.
    Maria ha il suo primo incontro con Gesù Risorto; è un incontro decisivo: per Maria e per la sua vita. Ella piange per la morte del suo Maestro; non è ancora entrata nel suo mistero Pasquale. Ancora è sopraffatta da sentimenti che la chiudono in se stessa. Si mette ancora al primo posto, pone avanti i suoi desideri umani; legittimi, ma che ancora sono incrostati dall'umana debolezza. Il suo gesto di afferrare ancora Gesù è slancio di stupore ed è movimento di amore. Gesù però le risponde: Non mi trattenere, quasi ad evidenziare come Maria sia ancora legata in un suo personale egoismo. Gesù diventa, quindi, inafferrabile. Egli, il Risorto, non vuole che gli si imponga una barriera. Chiede un incontro personale ed intimo ma chiede che questo avvenga nel suo Mistero Pasquale non nelle nostre categorie umane. L'incontro sarà in un'altra dimensione, non nella nostra. In questo movimento abbiamo l'opposto dell'Incarnazione, quando Egli ha voluto assumere un corpo umano; ora Egli ci chiede un incontro che trascende la nostra natura e sublima i nostri sentimenti. Nell'Eucaristia abbiamo questo incontro. L'Eucaristia non è una "gabbia" per Gesù. Non è opera dell'uomo che predomina sulla volontà divina. Nell'Eucaristia, Gesù rimane fedele a sé stesso e si ripresenta a noi nel suo Mistero; afferriamolo allora in questo momento, facciamolo nostro ma come vuole Lui, non secondo i nostro preconcetti ma sul piano divino, pasquale, eterno.
    2 min
  • [Lun 1] Commento: L'annuncio alle donne.
    Gesù si mostra alle donne che, ancora impaurite, provano una grande gioia. Ciò che si presenta loro ha dell'incredibile e per questo sono ancore stupefatte. Vi è però un loro gesto che dà valore a tutta la scena. Riconoscono Gesù e lo adorano. Riconoscere Gesù significa proprio riconoscerlo come nostro Signore, come il Figlio di Dio. Nel gesto di adorazione vi è fede, vi è riconoscenza e gioia. In questo passaggio che lega la gioia all'adorazione e alla preghiera si sviluppa un momento unico e sublime, irripetibile; poi corrono ad annunziare questa gioia: la gioia Pasquale. In questa gioia profonda troviamo il significato profondo della Pasqua. È una gioia che è intima, personale ed unica. Una gioia che si vive non in una chiassosità assordante ma nel calore degli affetti più puri. È una gioia che è piena perché è condivisa con altri; è unica ma non solitaria; è personale e comunitaria e rinsalda i vincoli umani. La Pasqua del Signore è evento unico storicamente ma nella Chiesa e nel Sacramento si ripresenta nella nostra vita. È una gioia solenne e quotidiana. Il momento che le donne stanno vivendo è vissuto intensamente perché si stanno inserendo in una dimensione diversa nella quale poter con fiducia porre tutti i loro sentimenti. Tutto si trasforma in novità di vita, della loro vita. La Pasqua per noi è novità da vivere in una gioia piena e calorosa. Portiamola al mondo.
    2 min
  • [Dom 31] Commento: Alleluia, Alleluia!!
    Nel buio della notte ardono dei fuochi sui sacrati delle nostre chiese. Il sacerdote benedice quel fuoco che servirà a far ardere un cero. Con quella luce verrà squarciato il buio, è la luce di Cristo, è il cero pasquale. Seguendo quell'unica scia, entriamo festanti nella chiesa, da quel cero attingiamo la nostra luce, la fede che già ci fu donata nel giorno del nostro battesimo. Ora tutta la chiesa splende, tutta la Chiesa canta la gioia del Cristo risorto. È la nostra veglia, la splendida conclusione dei tre lunghi giorni d'attesa. Ora il mondo intero è illuminato dalla luce di Cristo: è la Pasqua del Signore. Ascoltiamo la nostra storia, quella che affonda nei tempi lontani, quella che noi stiamo vivendo, quella che sarà fino alla fine dei tempi: è la storia sacra, quella che scandisce il peccato del mondo e i prodigiosi e salvifici interventi divini. Arriviamo al mattino radioso, al mattino del Risorto, arriviamo fino al culmine alla pienezza della storia. Corriamo anche noi al sepolcro per avere la certezza che è vuoto. Ci rechiamo al cenacolo per vederlo vivo, per ascoltare l'annuncio della sua pace. Vogliamo convincerci fino in fondo che la sua pasqua è anche la nostra pasqua. Vogliamo essere certi, come Tommaso, che per le sue piaghe siamo salvati e redenti. Vogliamo respirare a pieni polmoni l'aria buona del mattino di Pasqua. Dobbiamo alimentare la gioia con la certezza di essere stati rigenerati, ricreati, redenti e perdonati da Dio. Non possiamo neanche per un istante restare nel dubbio che la vittima sia ancora chiusa in un sepolcro, vogliamo liberarci dall'atroce pensiero di aver ucciso per sempre il Figlio di Dio. Vogliamo vedere vuoti anzitempo i nostri sepolcri e spalancate le porte del cielo. Vogliamo all'unisono far sentire a Dio la nostra lode, la nostra gratitudine, il nostro rinnovato impegno di fedeltà. Vogliamo che la pasqua diventi il pensiero dominante della nostra vita, la fonte della nostra speranza, il primo motivo del nostro amore a Cristo. Vogliamo poterci dire "Buona Pasqua" e sapere come renderla buona e santa per ognuno di noi, non solo oggi, ma per tutta la vita, per l'eternità. Il Signore, per l'intercessione della sempre Beata Vergine Maria e dei nostri santi Benedetto e Silvestro ce lo conceda.
    3 min
  • [Dom 31] Vangelo: At 10, 34. 37-43; Sal. 117; Col 3, 1-4; Gv 20, 1-9.
    Dal vangelo secondo Giovanni.
    Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
    Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!».
    Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
    Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
    Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
    2 min

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Liturgia della settimana, preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire di Bassano Romano (VT)

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