Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno

By Monastero di S.Vincenzo Martire - Bassano Romano (VT)Christianity
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Liturgia della Settimana - Il Commento e il Vangelo del giorno episodes

  • [Lun 28] Commento: Chi è il più grande?
    La competizione, l'emulazione, spinte positive che spronano al bene, al sempre meglio, spesso degenera in lotta e sfida serrata. È l'orgoglio dell'uomo, radice di ogni peccato, che fa desiderare i primi posti. La gerarchia la si fa secondo criteri umani per cui i primi sulla terra potrebbero essere gli ultimi nei cieli. Il Signore infatti esalta gli umili, rimanda i ricchi a mani vuote e disperde i superbi. Gli stessi apostoli e discepoli di Gesù non sono esenti dalla tentazione di mania di grandezza. Giacomo e Giovanni si fanno raccomandare dalla loro madre per sedere una a destra e uno a sinistra nell'ipotetico regno da fondare dal grande Maestro. Non erano ancora in grado di comprendere che la richiesta era rivolta al Verbo incarnato di cui poi san Paolo dirà in un memorabile inno: "(Egli) pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre". Per convincersi di ciò bisogna accogliere ed assimilarsi nello spirito all'innocenza e alla semplicità dei bambini. Bisogno essere capaci di recuperare e praticare le virtù della povertà e dell'umiltà della Vergine Madre, che canta: "Il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata". Sempre la virtù dell'umiltà che apre poi alle più ampie e giuste dimensioni della fede: la forza di Dio non la si può racchiudere negli angusti spazi del nostro freddo calcolo umano: chi agisce in buona fede e con rettitudine di coscienza, non abuserà mai del nome di Cristo. Proviamo ad esercitarci oggi in umiltà.
    3 min
  • [Lun 28] Vangelo: Gb 1, 6-22; Sal 16; Lc 9, 46-50.
    In quel tempo, nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande.
    Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande».
    Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».
    1 min
  • [Dom 27] Commento: Li riconoscerete dalle loro opere.
    Con Dio non ci è consentito di fingere. Con lui le mascherine non funzionano; egli scruta i cuori e tutto vede nella verità. «Non c'è nulla di nascosto che non debba essere manifestato, nulla di segreto che non debba essere conosciuto e venire in piena luce», dice il Signore. Anche le più sùbdole forme di ipocrisia, appaiono evidenti ai suoi occhi in tutta la loro malizia. Gli scribi e i farisei, quasi tutti i capi religiosi del tempo, con arroganza, si ritengono i depositari ùnici ed incontestabili della verità. Ignorano però l'essenziale, il compiere e praticare realmente la volontà di Dio. Le novità di Cristo risuonano perciò in loro come inquietanti eresie da combattere e lo stesso Signore, persona scomoda e da eliminare. Il sommo sacerdote Càifa affermerà solennemente: «Voi non capite nulla e non considerate come sia meglio che muoia un sol uomo per il popolo e non perisca la nazione intera». È in questo contesto che leggiamo la parabola odierna, pervasa di sottile ironia. Gesù induce così i suoi nemici dichiarati ad una inattesa autocondanna. Prende lo spunto dal comportamento radicalmente opposto dei due figli, rappresentanti di altrettante categorie di persone. Essi ricevono dal padre lo stesso mandato di andare a lavorare nella vigna. Il primo dichiara verbalmente la propria disponibilità, ma poi non esegue quanto promesso. Il secondo invece dichiara inizialmente di non avere voglia di eseguire quell'ordine, ma poi, pentito, esegue il comando ricevuto. Ma poi la domanda coinvolgente del Signore: «chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». La santità vera non è mai un dato acquisito definitivamente, non è un'etichetta che ciascuno può incollarsi alle spalle, richiede lo sforzo diuturno e la consapevolezza di essere sempre in cammino di conversione. È ricorrente, non solo ai tempi di Gesù, la tentazione di credere che la semplice appartenenza a determinate categorie privilegiate possa essere già una garanzia di santità. L'unico punto di riferimento per fare una giusta valutazione è nella risposta che siamo chiamati a dare al Signore se veramente siamo umili cercatori ed esecutori della sua santissima volontà. Può perciò accadere che i pubblici peccatori e persino le prostitute, che prendono coscienza del loro disagio morale e si muovono alla conversione sincera, possano precedere in cielo coloro che gratuitamente si ritengono giusti e santi.
    3 min
  • [Dom 27] Vangelo: Ez 18, 25-28; Sal.23; Fil 2, 1-11; Mt 21, 28-32.
    In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: "Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: "Figlio, oggi va' a lavorare nella vigna". Ed egli rispose: "Non ne ho voglia". Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: "Sì, signore". Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?". Risposero: "Il primo".
    E Gesù disse loro: "In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli".
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  • [Sab 26] Commento: Il Figlio dell'uomo sta per esser consegnato in mano degli uomini...
    Gesù rivela ai suoi discepoli la verità sulla sua missione. Non è una previsione di gloria ma il preannuncio di un futuro difficile. I discepoli non riescono ancora a capire questa nuova prospettiva della glorificazione della Croce e vogliono allontanare questi pensieri di morte, persecuzione e dolori. La giustizia, per loro non può avvalersi della morte di un innocente. Il futuro per loro sembra buio e tenebroso, non tutti saranno in grado di accettare questa nuova missione. E' difficile adattare le proprie aspirazioni con i desideri del Signore, anche a noi sarà capitato tante volte di sperimentare la crudezza di questa realtà. La possibilità di salvezza sta proprio nel saper accettare il passaggio della nostra croce quotidiana.
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  • [Ven 25] Commento: Chi sono Io?
    Voci diverse e contrastanti parlano di Gesù: la voce stonata di Erode, le dicerìe e le chiacchiere della gente, le false insinuazioni degli scribi e dei farisei, nemici dichiarati del Cristo... In un momento di intimità e di preghiera, in un luogo appartato, lontano dalle voci e dai rumori dei mondi, lo stesso Signore rivolge ai suoi la domanda: "Chi sono Io secondo la gente?" Egli aveva detto loro: "A voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli" (Mt 13,11)... Si attende perciò una risposta sicura, diversa da quella delle turbe, e difatti il Signore la ottiene per bocca di Pietro, che prendendo la parola risponde: "Tu sei il Cristo di Dio". Gesù a sua volta dirà: "Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli". Comprendere la piena verità di Cristo non è frutto del sangue e della carne, ma dono di Dio mediante la fede. Tale dono dovremmo chiedere incessantemente anche per noi.
    2 min
  • [Gio 24] Vangelo: Qo 1, 2-11; Sal 89; Lc 9, 7-9.
    In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti».
    Ma Erode diceva: «Giovanni, l'ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.
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  • [Gio 24] Commento: Chi è dunque costui?
    Chi era Gesù per Erode? Il rimorso gli rode ancora la coscienza: aveva fatto uccidere Giovanni Battista. Era ben conscio che era stato perpetrato un turpe omicidio. La sua volontà è stata abilmente raggirata da Salòme ed Erodìade, la cui gelosia ha fatto scatenare la follìa omicida per zittire un uomo, il cui unico torto era quello di proclamare la verità, anche se scomoda. Ora Erode si trova di fronte un'altra figura potente e forte: Gesù di Nazareth. Gli riappaiono i fantasmi che da tempo gli turbano le sue giornate. Gesù per il cuore di Erode non rappresenta l'àncora di salvezza pronto ad accogliere qualsiasi peccatore, ma è la coscienza stessa che gli ricorda le verità che già conosce e che non vuole ammettere. Le figure titubanti, paurose, deboli che si fanno trascinare dalla sensualità senza scrupoli, rappresentano le prede più facili del diavolo.
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  • [Mer 23] Commento: La missione dei Dodici.
    Gesù sta formando il gruppo degli Apostoli. Essi sono ormai da un po' di tempo alla Sua sequela, ne conoscono la Potenza, sanno che Egli ha una missione difficile da compiere, anche se ogni tanto chiedono altre spiegazioni perché il Suo messaggio non appartiene a quei facili. E Gesù stesso li sta introducendo, a poco a poco, nel grande Mistero della Sua Persona perché possano poi comprendere in pieno la sua missione. E' il tempo che anche per i Dodici cominci la loro missione e Gesù ne stabilisce le modalità. Avranno potere ed autorità, come Gesù, sul diavolo ma non avranno onori e a loro non saranno concessi beni materiali. La loro missione dovrà essere un completo abbandono alla fiducia di Dio ma sarà compiuta anche nel segno della carità e della misericordia. Il dono della salvezza sarà elargito gratuitamente, come gratuitamente lo hanno ricevuto. Sarà poi ai destinatari di questo messaggio decidere se accettarlo o meno. "Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni".
    2 min
  • [Mer 23] Vangelo: Pro 30, 5-9; Sal 118; Lc 9, 1-6.
    In quel tempo, Gesù convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie. E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi.
    Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. In qualunque casa entriate, rimanete là, e di là poi ripartite. Quanto a coloro che non vi accolgono, uscite dalla loro città e scuotete la polvere dai vostri piedi come testimonianza contro di loro».
    Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni.
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Liturgia della settimana, preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire di Bassano Romano (VT)

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