Gli ultimi dodici mesi sono stati piuttosto movimentati nel mondo pizza, basti pensare anche alla grande gaffe di 50 Top Pizza Italy 2025 riguardo l'assegnazione del premio speciale legato ai fritti, di cui vi ho raccontato nell'articolo/podcast denominato 50 Top Pizza 2025: una classifica vittima delle sue dimensioni. Oppure a 50 Top Pizza World 2025 e la non chiarezza dei processi, di cui ho parlato in un altro editoriale/podcast denominato 50 Top Pizza World 2025: le stesse domande, gli stessi dubbi.
Ma è stato movimentato anche da queste parti, quando ho annunciato di non essere più direttore di The Best Pizza Awards, per poi dire la mia sull'evento di premiazione che in parte avevo organizzato anche io.
Soprattutto, c'è stata la trasformazione di Garage Pizza in The Great Pizza, il lancio della nostra prima Guida alle migliori pizzerie tra quelle provate e l'applicazione gratuita per iOS e Android con tutte le pizzerie da provare.
Alla luce di tutti questi accadimenti avvenuti in così poco tempo, questo editoriale nasce per rispondere ad una domanda ben precisa: continuerò a parlare ancora nel dettaglio delle altre guide e classifiche, magari criticandole - o apprezzandole pubblicamente - quando necessario?
Rispondo innanzitutto sinteticamente prima di cominciare con un bel pippone tipico delle persone a cuipiace elaborare i concetti: non ho intenzione di trasformare lo spazio dei miei editoriali in un osservatorio permanente sui progetti altrui, né tantomeno di passare il tempo a commentare classifiche, premi e posizioni. Ma se da una guida, da una classifica o da una premiazione dovesse emergere uno spunto utile per parlare del mondo pizza, dei suoi meccanismi, della sua comunicazione o della sua trasparenza, allora sì, continuerò a farlo.