Lo spettacolo di un’anima divisa
Sono l’attrice e la maschera, Â
danzano entrambe sotto il peso del sipario, Â
con passi leggeri come il dolore Â
e occhi che hanno bevuto lacrime antiche. Â
In ogni gesto, in ogni sguardo, Â
c’è una veritĂ nascosta, Â
una veritĂ che il pubblico non può vedere, Â
perchĂ© il palcoscenico è sempre piĂą grande Â
della scena che porto nel cuore.
Lo spettacolo di un’anima divisa, Â
un'anima che ride quando dentro piange, Â
che balla quando i passi tremano Â
e sorride mentre il petto brucia. Â
Ogni parola che dico è una maschera, Â
un travestimento che mi avvolge, Â
come una toga di velluto e cenere, Â
mentre dentro, sotto il trucco, Â
le cicatrici non scompaiono mai. Â
Siamo tutti eroi, in fondo, Â
nelle tragedie che non abbiamo scelto.
Mi chiamo Antigone, Â
ma in me scorre il sangue di Medea. Â
Con le mani colme di rimpianti, Â
come Euridice che cerca Orfeo Â
senza mai riuscire a tornare. Â
Sorrido e il mondo applaude, Â
ma non sa che ogni sorriso è un coltello Â
che mi taglia l’anima in due, Â
mentre il circo del destino continua a girare Â
e i miei fantasmi si siedono Â
nelle prime file.
Lo spettacolo di un’anima divisa Â
è un gioco di ombre, Â
è il respiro affannoso di una tragedia Â
che non si vuole concludere. Â
Il mio corpo è una statua di gesso, Â
le mani strette attorno alla clessidra Â
che non si ferma mai. Â
E il pubblico che applaude, Â
non vede la veritĂ che giace Â
nel silenzio dei miei occhi.
Ma come Ulisse, io continuo a viaggiare, Â
sulle onde della speranza e del dolore, Â
cercando un ritorno che non esiste. Â
Nel cuore porto la solitudine di Orfeo, Â
la mia anima, spezzata, Â
ha perso la strada per tornare indietro. Â
Eppure, continuo a sorridere Â
mentre l’applauso sfuma nell’oblio, Â
perchĂ© lo spettacolo non finisce mai, Â
e io, in fondo, sono l’attrice Â
e anche la maschera Â
che indosso ogni giorno.
(dal Libro "Benvenuti al circo", di Marcella Boccia)