L’oblò

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L’oblò episodes

  • Per Schlein e Meloni appuntamento all’autogrill
    Nel pomeriggio di ieri sul sito della Stampa è comparsa una foto di Giorgia Meloni e Elly Schlein una accanto all’altra, sono appena scese da un aereo per Lamezia Terme. Stanno parlando di Gaza e della Flotilla: quello su cui sono forse più distanti, eppure su cui è più che mai necessario confrontarsi, per non trascinare un tema così delicato in campagna elettorale. Se in Parlamento fanno fatica a confrontarsi, si diano appuntamento la settimana prossima in autogrill verso Firenze. Tanto, ci potete scommettere, ci andranno tutte e due a fare comizi.
    6 min
  • Le Marche partita scudetto alla prima giornata
    Oggi le Marche votano per rinnovare presidente e consiglio regionale. Insieme alla Val d’Aosta, che si è espressa ieri, sono le prime di sette regioni che andranno alle urne da qui a fine novembre. Ma sapete qual è il paradosso? Che siccome tutte le altre sono considerate impossibili da strappare a chi già le governa, mentre le Marche si pensa siano un territorio contendibile, va a finire che con il risultato di stasera, al primo appuntamento elettorale, faremo già un bilancio di tutta la tornata e dello stato di salute della destra e della sinistra. Come se lo scudetto si decidesse alla prima partita.
    6 min
  • Gaza, la Flotilla e tre anni che sembrano dieci
    La premier Giorgia Meloni subisce pressioni sempre più forti dall’alto e dal basso: da quei Paesi del G7 e dell’Unione europea che hanno provveduto a riconoscere lo stato palestinese in questi giorni, e dalle piazze che lunedì si sono riempite in modo praticamente spontaneo. Ieri poi gli attacchi alle barche della Global Sumud Flotilla hanno esacerbato gli animi.
    6 min
  • Gaza, le violenze da condannare e le voci da ascoltare
    Sono da condannare le violenze di un drappello di manifestanti pro-Palestina ieri a Milano. Il punto però è che in decine di città sono invece scese in piazza pacificamente migliaia di persone, in cortei organizzati in quattro e quattr’otto, senza il supporto logistico del più grande sindacato o di strutture di partito. In una società spesso indifferente, la situazione di Gaza al contrario smuove sentimenti, mobilita, fa dire alle persone: facciamo qualcosa. Chi governa, dovrebbe tenerne conto.
    6 min
  • La Palestina all’Onu e Meloni in Parlamento
    Francia, Australia, Gran Bretagna, Canada e Portogallo riconoscono formalmente lo stato di Palestina, lo hanno già annunciato e il tutto avverrà in questi giorni in occasione dell’Assemblea generale dell’Onu prevista a New York. Un gesto simbolico, ma dal significato ancora più pesante da quando la dirigenza dello stato d’Israele ha dimostrato di voler fare di tutto per impedire che la Palestina finalmente nasca. E quindi, di voler fare di tutto per impedire quella soluzione due popoli due stati che per decenni è stata perseguita come l’unica possibile per pacificare l’area.
    7 min
  • Il referendum che ci aspetta e il diritto di dire la nostra
    La riforma della giustizia ha fatto un altro passo avanti. Ieri il voto alla Camera ha chiuso la terza lettura: essendo una legge costituzionale, ne servirà ancora un’altra al Senato prima del via libera finale. Ma il testo è definitivo, ed è quello pensato dalla premier Meloni e dal ministro Nordio, perché non è stata concessa alcuna modifica. In Parlamento, la forza dei numeri è tutta a loro favore: 243 sono stati ieri i sì contro 109 no. Ma ci sarà poi un referendum: e in quell’occasione, da che parte penderà la forza dei numeri è tutto da vedere.
    6 min
  • Il fine vita e i tre italiani su quattro che chiedono una legge
    Anche la Sardegna ha approvato una legge sul fine vita. Un’altra regione, dopo la Toscana, che prova a fare un passo avanti su un argomento delicato e importante. E il fatto che ci siano stati anche singoli voti incrociati in dissenso dal proprio gruppo, dimostra quanto si entri in un terreno che non ha più colore politico.
    6 min
  • La disperazione delle famiglie degli ostaggi e le priorità di Netanyahu
    C?è una foto che girava ieri sui siti di vari giornali. Ci sono diverse persone, ai loro piedi un materasso, dei cuscini, dei sacchi a pelo. Sono i parenti degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas: sono andati fin sotto casa del premier israeliano Benjamin Netanyahu, pronti ad accamparsi lì per chiedergli di fermare i carrarmati che stanno occupando Gaza City. Urla laceranti e disperate che, temo, rimarranno ancora una volta inascoltate.
    7 min

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Il racconto della politica, i suoi tic, le sue contraddizioni, la propaganda e le polemiche. Quello che arriva da lontano, e quello che capita nel cortile di casa nostra. I grandi temi, ma anche le…

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