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Longo e il paragone con Riva: “Quel tweet mi perseguita”


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Il nome di Samuele Longo continua a essere legato a uno dei paragoni più ingombranti della storia recente del calcio italiano. In una lunga intervista rilasciata a FanPage, l’ex attaccante del Cagliari è tornato a parlare del celebre tweet di Gerry Scotti, che diversi anni fa lo definì “il nuovo Rombo di Tuono”, accostandolo alla leggenda rossoblù Gigi Riva. Un confronto che, come lo stesso Longo ha ammesso, ancora oggi lo accompagna e lo condiziona.

Un tweet è per sempre

Il riferimento risale al periodo in cui Longo muoveva i primi passi importanti nel calcio professionistico e vestiva la maglia del Cagliari. Un momento della carriera in cui le aspettative erano altissime e l’entusiasmo attorno al giovane centravanti cresceva rapidamente. Il tweet di Scotti, personaggio molto popolare e dichiaratamente tifoso, contribuì ad amplificare quell’attenzione, trasformando una promessa in un simbolo carico di significati storici.

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Nell’intervista a FanPage, Longo ha spiegato come quel paragone, nato probabilmente con leggerezza e affetto, si sia trasformato nel tempo in un peso difficile da gestire. Essere accostati a Gigi Riva, icona assoluta non solo del Cagliari ma dell’intero calcio italiano, significa confrontarsi con un modello irraggiungibile. Riva non è stato soltanto un grande attaccante, ma un simbolo identitario, un riferimento culturale e sportivo per un’intera regione. “Gli amici non perdono occasione per rinfacciarmelo“, ha affermato Longo.

Aspettative esagerate

Secondo Longo, il problema non è stato tanto il tweet in sé, quanto tutto ciò che ne è derivato. Le aspettative generate da quel paragone hanno finito per superare la realtà del suo percorso, creando una narrazione che non teneva conto dei tempi di crescita, delle difficoltà e delle naturali oscillazioni di rendimento di un giovane calciatore. In un ambiente come quello di Cagliari, dove il ricordo di Riva è ancora fortissimo, il confronto è diventato inevitabile. L’ex attaccante ha raccontato come, negli anni successivi, quella definizione sia tornata ciclicamente, riaffiorando nei commenti, nelle analisi e persino nelle battute. Un’etichetta che, invece di aiutare, ha spesso contribuito ad aumentare la pressione. Ogni prestazione veniva letta alla luce di un paragone impossibile, rendendo più difficile esprimersi con serenità.

Il racconto mette in luce un tema ricorrente nel calcio moderno: la tendenza a creare paragoni prematuri, spesso alimentati dai social network e dalla comunicazione immediata. Un singolo messaggio, come un tweet, può diventare virale e costruire una narrazione difficile da scrollarsi di dosso. Longo ha riconosciuto che quel paragone con Riva, pur non essendo nato con cattive intenzioni, ha finito per “perseguitarlo”, influenzando la percezione esterna del suo valore.

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