L'Opera

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L'Opera episodes

  • L'Opera 68 - Ricordando Antonietta Stella - G. Puccini "Tosca"

    A cura di Paolo Pellegrini

    Giacomo Puccini “TOSCA”

    Floria Tosca, Antonietta Stella
    Mario Cavaradossi, Richard Tucker
    Scarpia, Leonard Warren
    Sagrestano, Salvatore Baccaloni
    Spoletta, Paul Franke
    Angelotti, Norman Scott
    Sciarrone, George Cehanovsky
    un pastore, George Keith
    carceriere, Louis Sgarro

    Coro e Orchestra del Metropolitan Opera House
    Dimitri Mitropoulos, direttore

    Metropolitan Opera House
    New York – 15 marzo 1958

    2 hr 6 min
  • L'Opera 67 - 100 ANNI RENATA TEBALDI - G. Puccini "Manon Lescaut"

    A cura di Paolo Pellegrini
    Giacomo Puccini – Manon Lescaut

    Personaggi e Interpreti
    Manon, Renata Tebaldi
    Des Grieux, Richard Tucker
    Lescaut, Frank Guarrera
    Geronte, Fernando Corena
    Edmondo, Charles Anthony
    Innkeeper, George Cehanovsky
    Un musico, Helen Vanni
    Maestro di danza, Alessio De Paolis
    Orchestra del Metropolitan Opera House

    Fausto Cleva, direttore
    Metropolitan Opera House, 17 gennaio 1959

    2 hr 7 min
  • L'Opera 65 - 100 ANNI ETTORE BASTIANINI - G. Verdi "Nabucco"

    A cura di Paolo Pellegrini
    Presentazione Valerio Lopane
    in collaborazione con l'Associazione internazionale Ettore Bastianin

    Personaggi e Interpreti
    Nabucco, Ettore Bastianini
    Abigaille, Mirella Parutto
    Zaccaria, Ivo Vinco
    Ismaele, Luigi Ottolini
    Fenena, Anna Maria Rota
    Gran Sacerdote, Renato Spagli
    Anna, Ottavia Imer
    Abdallo, Enzo Guagni


    Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
    Bruno Bartoletti, direttore

    Registrazione effettuata dal vivo al Teatro Comunale di Firenze il 26 maggio 1961

    2 hr 53 min
  • L'Opera 64 - R. Leoncavallo "Pagliacci"

    A cura di Paolo Pellegrini
    Bassano Opera Festival 25-08-2005
    Nedda – Tiziana Fabbricini
    Canio – Gianfranco Cecchele
    Tonio – Andrea Zese
    Silvio – Donato di Gioia

    Maestro concertatore e direttore d’orchestra – Giampaolo Bisanti

    1 hr 18 min
  • L'Opera 63 - G. Rossini "L'italiana in Algeri"

    A cura di Paolo Pellegrini

    Gioacchino Rossini –L’Italiana in Algeri
    Personaggi e Interpreti
    Isabella – Agnes Baltsa
    Mustafà – Ferruccio Furlanetto
    Elvira – Victoria Loukianetz
    Zulma – Waltraud Winsauer
    Haly – Georg Tichy
    Lindoro – William Matteuzzi
    Taddeo – Renato Girolami
    Orchestra dell’Opera di Stato di Vienna
    Bruno Campanella, direttore

    ATTO PRIMO

    Il Bey di Algeri, Mustafà, annoiato dalla fedeltà docile e remissiva delle donne del suo paese, è pronto a calpestare leggi e costumi per un capriccio: ottenere i favori di una femmina indomita e di ardua conquista. E se è vero quanto ha sentito narrare da Lindoro, un marinaio italiano caduto tre mesi prima in schiavitù, la donna dei suoi sogni non può che essere, appunto, italiana. Non esita perciò a ripudiare la moglie Elvira, che inutilmente e con dolorosa rassegnazione protesta per il suo amore non corrisposto: Mustafà la offre in sposa a Lindoro, i cui pensieri sono tuttavia teneramente occupati da un amore lasciato in patria. Ordina poi ad Haly, capo dei suoi corsari, di procurargli senza meno un bell’esemplare di femmina italiana entro sei giorni (e il palo punirà un eventuale insuccesso). Lindoro, sebbene per nulla entusiasta della proposta di farsi carico del bel volto e del bel cuore di Elvira, nonostante la cospicua dote che li accompagna, sembra davvero costretto a sottomettersi al volere di Mustafà.

    La burrasca fa naufragare un vascello sulla spiaggia di Algeri. Haly, con i suoi corsari, fa preda delle merci e cattura i passeggeri imbarcati. Tra di loro c’è la triste ma splendida Isabella, l’innamorata di Lindoro partita da Livorno alla sua ricerca insieme a Taddeo, suo innamorato cavalier servente. Haly scorge immediatamente in lei la felice soluzione del suo problema: la bella italiana corrisponde appieno ai requisiti espressi da Mustafà per la nuova favorita del suo serraglio. Nel conoscere il destino che la attende, Isabella non si perde d’animo, ma si destreggia disinvoltamente tra le allarmanti parole di Haly e gli smarrimenti amorosi di Taddeo. Per dominare gli eventi, non le mancano certo il coraggio né le armi della più squisita seduzione femminile: innanzitutto, convince Taddeo a fingersi suo zio, per proteggerla. Frattanto, Mustafà sta offrendo a Lindoro la possibilità di ritornare in patria con una nave veneziana purché conduca con sé Elvira; lo interrompe Haly, raggiante per la bella notizia che reca al suo padrone. Mustafà, entusiasta, si fa prendere dalla frenesia: ordina di affrettare la partenza della moglie e di accogliere col massimo fasto l’ospite bramata, proponendosi tuttavia di trattarla con l’atteggiamento distaccato di chi sa bene come avvilire l’orgoglio femminile.

    Elvira desidera congedarsi dal marito con un ultimo addio, né può consolarla la facile messe di mariti e di amanti italiani che Lindoro, ansioso di partire, le prospetta. Nella più ricca sala del suo palazzo, Mustafà riceve Isabella. Maestra di dissimulazione, con la sua seducente sicurezza essa riesce a colpirlo direttamente al cuore. Ottiene così, innanzitutto, che Taddeo, altrimenti destinato al palo, abbia salva la vita. Poi, quando Elvira e Lindoro si presentano per l’addio a Mustafà, Isabella ritrova insperatamente il suo amato. I due, senza tradirsi, si riconoscono all’istante tra lo sconcerto dei presenti, che ne avvertono il reciproco, inconfessabile stupore. Isabella, appreso il destino dei nuovi arrivati, interviene perentoria sul Bey: che abbandoni pure ogni idea di conquistarla, prima di aver rinunciato ai suoi costumi barbari. Si astenga dunque dal congedare la moglie e ponga lo schiavo Lindoro al suo diretto e immediato servizio. Irretito nelle maglie d’amore, Mustafà non può che cedere ancora, mentre tutti appaiono frastornati dal succedersi in lui di mutamenti tanto repentini.

    ATTO SECONDO

    Mentre Elvira, Zulma ed Haly commentano la scaltrezza di cui Isabella ha dato prova nel raggirare a suo piacimento Mustafà, questi compare per chiedere alle due donne di annunciare all’Italiana una sua visita. Incredulo verso chi lo mette in guardia dalle dolci menzogne di Isabella, Mustafà è sicuro di poterla conquistare facendo leva sulla sua ambizione e con l’aiuto del supposto zio. Intanto, Isabella si incontra con Lindoro: accertato il disinteresse di lui per Elvira, gli espone l’idea di una fuga con la stessa nave che avrebbe dovuto condurre l’amato in Italia insieme alla moglie ripudiata del Bey, e rinvia ad un successivo appuntamento in un boschetto la spiegazione dei dettagli. Nel frattempo, per compiacere ad Isabella ed insieme ottenere l’appoggio di Taddeo nell’opera di conquista della presunta nipote, Mustafà concede il titolo di «Gran Kaimakan» a Taddeo, che viene perciò abbigliato come si conviene ad un luogotenente musulmano. L’anima semplice non si trova davvero a suo agio nelle vesti e nel ruolo che Mustafà gli impone; tuttavia, non può che far buon viso a cattivo gioco e rassegnarsi al pensiero di abbandonare nelle braccia di un altro l’amata, da cui si ritiene felicemente corrisposto.

    Isabella, nei suoi appartamenti, riceve da Elvira l’annuncio dell’imminente visita di Mustafà; fingendosi sconcertata, istruisce la moglie del Bey sull’arte di trattare gli uomini per assoggettarli al proprio volere. Intanto, mentre attende pieno d’ardore l’incontro con la bella straniera, Mustafà prende accordi con Taddeo-Kaimakan perché, dopo i convenevoli, egli si allontani discretamente al segnale di uno starnuto. Ma ai ripetuti «eccì» di Mustafà, Taddeo finge di non intendere: Isabella e Lindoro ridono assieme della burla, mentre il Bey, costretto a trattare con il dovuto riguardo Elvira, come impone Isabella, inutilmente freme e protesta, sentendosi canzonato. Il compiacimento per il giusto scorno di Mustafà è generale e coinvolge persino il fedelissimo Haly.

    Ottenuto l’appoggio dell’ignaro Taddeo, Lindoro mette in opera un’ulteriore burla a spese di Mustafà, comunicandogli che anche Isabella spasima d’amore per lui e per questo desidera elevarlo alla dignità di suo «Pappataci», titolo concesso in Italia solo agli amanti esemplari, cui il bel sesso non viene mai a noia e che perciò altro non fanno se non dormire, mangiare e bere fra carezze ed amori. Intanto Zulma, schiava di Elvira, commenta con Haly le astuzie di Isabella, che per preparare la festa al Bey ha fatto distribuire numerose bottiglie a tutti i Mori della guardia e agli Eunuchi. E Lindoro spiega a Taddeo che Isabella intende favorire la fuga di tutti gli Italiani prigionieri del Bey. Alcuni saranno perciò abbigliati da Pappataci, così da rendere verosimile la cerimonia in onore di Mustafà. Altri sopraggiungono in quel momento, pronti a tutto per riconquistare la libertà, e Isabella infiamma con calde parole lo spirito patriottico di tutti i presenti.

    Si dà infine principio alla cerimonia: un coro di Pappataci avanza, e veste Mustafà con gli abiti e la parrucca che convengono al grado eletto della carica appena conferitagli da Isabella. Il rito d’iniziazione prevede un giuramento solenne di totale immobilità e silenzio: il nuovo Pappataci dovrà solo mangiare, bere e tacere, qualunque cosa accada attorno a lui. E Isabella mette subito alla prova il candidato, scambiando parole d’amore con Lindoro mentre il Bey, sotto l’occhio vigile di Taddeo, si abbuffa a capo chino. Ed ecco che arriva il vascello della salvezza: Isabella invita Lindoro a seguirla per salpare insieme, a coronare i sogni d’amore e di patria; Taddeo solo ora capisce di esser stato anch’egli burlato, di non essere lui il beneamato di Isabella. Cerca allora ...

    2 hr 19 min
  • L'Opera 62 - V. Bellini "Il Pirata"

    A cura di Paolo Pellegrini
    Personaggi e Interpreti
    Imogene, Maria Callas
    Gualtiero, Pier Miranda Ferraro
    Ernesto, Costantino Ego
    Solitario, Chester Watson
    Orchestra and Chorus of the American Opera Society
    Nicola Rescigno, direttore

    2 hr 6 min
  • L'Opera 61 100 Anni Renata Tebaldi - G. Puccini "La Boheme"


    Trama

    L’esistenza spensierata di alcuni giovani artisti bohémien nella Parigi del 1830, costituisce l’ambientazione dei diversi episodi in cui si snoda l’intera opera.

    QUADRO I
    Nella soffitta
    Il periodo è la vigilia di Natale. Marcello (un pittore) e Rodolfo (un poeta) tentano di scaldarsi davanti a un caminetto. Marcello sta dipingendo, mentre Rodolfo usa le pagine di un suo poema per ravvivare il fuoco.
    Si unisce a loro prima il filosofo Colline e in seguito il musicista Schaunard con un cesto di cibarie e la notizia di aver finalmente guadagnato qualche moneta. L’inaspettata visita di Benoît (il padrone di casa) smorza gli entusiasmi.
    Con uno stratagemma il padrone di casa viene allontanato e il gruppo di amici si reca al caffè Momus.
    Rodolfo rimane indietro, promettendo di raggiungerli non appena avesse finito di scrivere il suo articolo.


    Mimì, la giovane vicina di casa, bussa alla porta di Rodolfo per chiedergli una cortesia: il suo lume si è spento e vorrebbe una candela per riaccenderlo. La ragazza però ha un mancamento: è il primo sintomo della tisi.
    Quando alfine si accinge a tornare a casa, si rende conto di aver perso la chiave della sua stanza. Sia Rodolfo che Mimì si inginocchiano per cercarla; nella concitazione del momento, entrambi i lumi si sono spenti.
    Rodolfo, volendo trascorrere più tempo in compagnia di Mimì, nasconde in tasca la chiave appena ritrovata. I due conversano delle loro vite, mentre continuano a cercare la chiave al buio. Mimì racconta di vivere da sola e di essere una rcamatrice di fiori.

    L’intimità dei due viene interrotta dalle grida degli amici di Rodolfo, che reclamano la sua presenza al caffè; Mimì gli propone di accompagnarla, quindi entrambi si recano al caffè Momus


    QUADRO II
    Al caffè Momus
    Il gruppetto di amici si ricongiunge al caffè Momus, dove Rodolfo presenta agli altri la giovane Mimì.
    Intanto giunge anche Musetta, una vecchia fiamma di Marcello, insieme al ricco e non più giovane Alcindoro. Lei aveva lasciato Marcello per tentare nuove avventure. Musetta fa di tutto per attirare l’attenzione di Marcello, arrivando a togliersi una scarpa e scoprire la caviglia, con la scusa di un dolore improvviso al piede.
    Marcello non può resisterle e si ricongiunge quindi alla giovane. La coppia di amanti ritrovati insieme al gruppo di amici, se ne va, lasciando ad Alcindoro la scarpetta e il conto.

    QUADRO III
    La Barriera d’Enfer
    E’ giunto ormai il mese di Febbraio e la neve ricopre qualunque cosa. Le due coppie di giovani amanti scoprono ben presto che la convivenza è impossibile. I litigi tra Marcello e Musetta scatenati dalla gelosia sono ormai la norma, così come le incomprensioni tra Rodolfo e Mimì. Lei viene incolpata di eccessiva leggerezza e infedeltà.
    Rodolfo ha intuito la malattia di lei, capisce anche che vivere in una soffitta potrebbe peggiorare le sue condizioni.
    Il ricordo dei bei momenti passati insieme ha però la meglio, e i due rinviano l’inevitabile addio all’ormai prossima primavera.
    Musetta e Marcello si separano dopo l’ennesima lite.


    QUADRO IV
    Di nuovo in soffitta
    Marcello e Rodolfo, separati ormai da Musetta e Mimì, parlano dell’amore e delle pene che porta con sè. L’atmosfera diventa più giocosa condo sopraggiungono anche Colline e Schaunard. I giochi e le battute, però, servono solo a mascherare la profonda disillusione che i quattro provano realmente.
    Arriva di corsa Musetta che avverte di aver visto Mimì sulle scale, sofferente.
    Musetta invia Marcello a vendere i suoi orecchini per comprare delle medicine per Mimì. Lei stessa parte alla ricerca di un manicotto per scaldare le mani di Mimì. Colline decide di contribuire, vendendo il suo amato cappotto.
    Nella soffitta del loro primo incontro, Rodolfo e Mimì ricordano con tenerezza i giorni del loro amore. Mimì si spegne così, dolcemente, circondata dai suoi amici. Mimì sembra assopita; il primo ad accorgersi della sua morte è Schaunard, che lo confida a Marcello.
    Rodolfo, una volta accortosi di quanto accaduto abbraccia piangendo la sua amata ripetendo straziato il suo nome.

    2 hr 17 min
  • L'Opera 59 G. Donizetti "L'Elisir d'Amore"
    A cura di Paolo Pellegrini

    PROGRAMMA

    G. Donizetti (1797 – 1848)
    "L’Elisir d’amore"
    melodramma giocoso in due atti
    Personaggi e Interpreti
    Nemorino, Luciano Pavarotti
    Adina, Mirella Freni
    Belcore, Leo Nucci
    Dulcamara, Paolo Montarsolo
    Giannetta, Eugenia Ratti
    Orchestra e Coro del Teatro alla Scala di Milano
    Reynald Giovaninetti, direttore
    2 hr 12 min
  • L'Opera 58 W. A. Mozart "Il Flauto Magico"
    A cura di Paolo Pellegrini

    Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791)

    Il flauto magico
    Opera in 2 atti K 620 (versione in lingua italiana)
    Libretto di Emanuel Shikaneder

    PERSONAGGI ED INTERPRETI
    Sarastro – basso, Mario Petri
    Tamino – tenore, Nicolai Gedda
    Pamina – soprano, Elisabeth Schwarzkopf
    La Regina della Notte – soprano, Rita Streich
    Papageno – baritono, Giuseppe Taddei
    Papagena – soprano, Alda Noni

    Orchestra e Coro di Roma della RAI
    Maestro del coro Nino Antonellini
    Herbert von Karajan, direttore



    Registrazione del 20 dicembre 1953
    2 hr 39 min

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