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Trump prepara i nomi per sostituire Powell alla guida della Fed. I mercati intanto iniziano a prezzare fino a tre tagli dei tassi entro fine anno. Cosa ci aspetta davvero? Ne parliamo in questo episodio, tra banche centrali, politiche fiscali NATO e rendimenti in movimento.
🎧 Breve, diretto, senza fronzoli. Proprio come un buon caffè ristretto.
Dopo gli attacchi USA, l’Iran potrebbe colpire lo Stretto di Hormuz, bloccando il passaggio del 20% del petrolio mondiale. I mercati temono ritorsioni, con i prezzi già in rialzo. È solo tensione o un’escalation imminente?
In pochi minuti, uno sguardo chiaro su geopolitica, energia e impatti finanziari.
Gli operatori concentrano l'attenzione sull'ipotesi di un attacco statunitense all'Iran, dopo il via libera di Trump ai piani militari. Tuttavia, il presidente esita, anche alla luce dei sondaggi che indicano come solo il 16% degli statunitensi sarebbe favorevole a un intervento. Nel frattempo, la Federal Reserve mantiene invariati i tassi di interesse e conferma un atteggiamento prudente. Oggi, mercati chiusi per festività negli Stati Uniti.
Israele attacca l’Iran e Teheran risponde. Il premier israeliano dichiara come obiettivo il cambio di regime, mentre i Paesi arabi temono un effetto boomerang e scelgono di non partecipare al sistema di difesa antimissilistica e anti-droni a supporto di Israele.
In settimana attesa la riunione della Fed: non sono previste variazioni nei tassi di interesse, ma restano cruciali il discorso di Powell e le indicazioni che emergeranno dai membri del board.
Le indiscrezioni sul secondo accordo della Cina indicano una riduzione delle limitazioni alle esportazioni per un periodo di sei mesi, anche se resta da chiarire come l’accordo sarà concretamente attuato. Nel frattempo, Trump minaccia l’introduzione di dazi unilaterali entro due settimane nei confronti dei Paesi con cui i negoziati procedono a rilento. In Medio Oriente, le tensioni con l’Iran potrebbero sfociare in ritorsioni contro le basi statunitensi in Iraq.
Gli Stati Uniti chiedono la rimozione del divieto cinese all’esportazione delle terre rare, materie prime strategiche per diversi settori.
Pechino, dal canto suo, punta alla cancellazione delle restrizioni statunitensi sull’export, in particolare di motori aeronautici e componenti tecnologiche.
Nel frattempo, la notizia della ripresa dei colloqui ha riportato l’indice S&P 500 vicino alla soglia dei 6000 punti.
Wall Street sfiora i massimi storici grazie agli acquisti retail, spinti dalla speranza che Trump adotti toni più concilianti dopo le minacce: è il cosiddetto effetto TACO. In contrasto, però, c'è lo scetticismo degli investitori istituzionali, noto come effetto ABUSA.
👀 Oggi i riflettori sono puntati sulla BCE: il taglio dei tassi è atteso, ma conteranno soprattutto le prospettive future.
Le borse americane non mollano: gli indici tornano a sfiorare i massimi storici. È il momento di restare sintonizzati: Wall Street ha ancora qualcosa da dire.
I punti del giorno:
Una corte USA mette in discussione i dazi di Trump: il deficit commerciale non basta per dichiarare lo stato d’emergenza. Intanto NVIDIA supera la prova della trimestrale (+5% in after hour), nonostante il divieto di vendere chip H20 alla Cina. In arrivo i dati sull’inflazione di Italia, Spagna, Germania e l’indice PCE, il termometro preferito dalla Fed.
Leggi l'approfondimento https://www.websim.it/investimenti/macroeconomia/caffe-ristretto-con-cesarano/usa-vicini-ai-massimi-dazi-e-trimestrale-nvidia-al-centro/
Trump minaccia dazi del 50% su merci europee a partire dal 1° giugno, ma dopo una telefonata con Von der Leyen la scadenza slitta al 9 luglio. Oggi mercati chiusi per festività in USA e UK. Intanto, lo stesso Trump annuncia la possibilità di un accordo con l’Iran sul nucleare già nei prossimi giorni.
Leggi l'approfondimento https://www.websim.it/investimenti/macroeconomia/caffe-ristretto-con-cesarano/dazi-usa-sospesi-al-9-luglio-rischio-50-su-export-ue/
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