MADE IN ITALY E FILIERE PRODUTTIVE
In collaborazione con Compagnia delle Opere Francesco Maria Chelli, presidente ISTAT; Andrea Dellabianca, presidente Compagnia delle Opere; Maria Porro, presidente Salone del Mobile; Luigi Sbarra, segretario generale Cisl; Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy. Introduce Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera
Il governo italiano riconosce che lo sviluppo del Made in Italy, sia a livello nazionale che internazionale, è garantito dalle filiere composte da grandi aziende capaci di operare globalmente, le quali coinvolgono piccole e medie imprese locali con elevate capacità produttive. Questo sistema combinato favorisce lo sviluppo del Made in Italy. Tuttavia, l'attuale tendenza a coinvolgere produzioni estere poco controllate mette a rischio le condizioni di lavoro. Lo sviluppo sul territorio italiano permetterebbe un maggiore controllo della filiera e una qualità superiore, sebbene a costi più elevati. Il tema del subappalto spesso delega responsabilità a piccole aziende che possono non rispettare pienamente le norme. È essenziale identificare ciò che rende il Made in Italy di qualità e sanzionare chi non rispetta le regole del lavoro, poiché il fulcro rimane la dignità del lavoro.
Con il sostegno di isybank, Ferrovie dello Stato, Mediocredito Centrale, Confagricoltura, Autostrade per l'Italia, Italian Exhibition Group, YOGA, MARR, Tracce
22/08/2024
12:00
Sala Neri Generali-Cattolica