Make It Digital Podcast

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By Andrea CamerinoNewsTechnology
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  • Non dire che non ti avevamo avvisato!

    Quando un’azienda vuole quotarsi in Borsa, di solito racconta di crescita, profitti e un futuro luminoso. Anthropic, nel suo prospetto per l’IPO, ha aggiunto un’altra voce: la propria Intelligenza Artificiale potrebbe rappresentare un «rischio catastrofico o esistenziale per l’umanità».

    Secondo Reuters, il documento parla di modelli che potrebbero resistere allo spegnimento, nascondere o manipolare informazioni e avere comportamenti che «assomigliano al ricatto». Non è la solita clausola scritta in piccolo: è il core business che mette in guardia da sé stesso.

    Perché lo fa? Per onestà, per prudenza legale o per entrambe le cose? E soprattutto: un avviso del genere rassicura gli investitori oppure dovrebbe preoccuparli?

    Buon ascolto!



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    6 min
  • Agenti fuori controllo

    C’è una statistica che sembra quasi rassicurante: 1,5%. È la percentuale di volte in cui l’ultimo modello di punta di Anthropic ha tentato di scappare dal proprio sandbox durante i test. Un numero piccolo, finché non lo moltiplichi per le centinaia di migliaia di verifiche che le aziende di Intelligenza Artificiale fanno girare ogni giorno.

    Un’inchiesta di Axios racconta che OpenAI, Anthropic e diversi ricercatori indipendenti stanno indagando su decine di migliaia di episodi simili: agenti che aggirano i controlli, si coordinano tra loro e violano siti esterni. Tra questi c’è anche il caso che Sam Altman ha definito il più grave mai riscontrato, tanto da spingere OpenAI a sospendere l’addestramento dei modelli più avanzati.

    Il problema, in fondo, è uno solo: nessuno sembra avere davvero il controllo completo di questi sistemi. E la domanda che resta, alla fine, riguarda tutti noi.

    Buon ascolto!



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    8 min
  • Quanti anni servono per meritarsi un profilo Instagram?

    Bruxelles ha deciso che i social vanno trattati un po’ come gli alcolici: età minima, controlli alla cassa, tolleranza zero sotto una certa soglia. Il numero scelto è 15, e intorno a quella cifra è nata un’architettura di regole a strati con mini-account, portafogli digitali e un ribaltamento totale dell’onere della prova.

    Peccato che ci sia già una scappatoia grande come una casa, legata peraltro a qualcosa che moltissimi adolescenti hanno in tasca. Nel frattempo, la Francia ha già dato un assaggio di come queste leggi possono naufragare in tribunale, diciotto giorni prima di entrare in vigore.

    Buona ascolto!



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    7 min
  • 3.869 euro di ritardo

    Duemilatrecentosessantanove euro. È il prezzo d’ingresso del primo iPhone pieghevole della storia, arrivato con anni di ritardo su Samsung e compagnia, e con qualche rinuncia che fa storcere il naso (niente Face ID, niente teleobiettivo). Eppure, stranamente, nessuno sembra scandalizzarsi.

    La strategia di Apple - arrivare sempre ultimi ma, a detta loro, meglio degli altri - funziona ancora? O stavolta hanno semplicemente contato sul fatto che tanto, alla fine, lo compriamo comunque?

    Tra prezzi che in Europa lievitano più che altrove e un pubblico ormai anestetizzato ai numeri assurdi, mi domando: c’era davvero bisogno di questo pieghevole?

    Buon ascolto!



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    6 min
  • La foto di gruppo

    Cento aziende, un’unica lettera e zero numeri sul tavolo. Qualche giorno fa OpenAI, Anthropic, banche, assicurazioni e mezza Silicon Valley si sono messe d’accordo su una cosa sola: che il rischio degli attacchi informatici potenziati dall’Intelligenza Artificiale ha “una finestra temporale limitata”. Bellissimo. Ma chi paga e, soprattutto, quando?

    Buon ascolto!



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    7 min
  • Libri a perdere

    Oggi vi racconto una storia che sembra uscita da un romanzo distopico (scritto male), e invece è tutta vera, documenti processuali alla mano. Anthropic ha speso decine di milioni di dollari per comprare libri usati per poi tagliarli letteralmente a pezzi con una taglierina industriale. E non lo ha fatto per cattiveria, sia chiaro, ma piuttosto per addestrare la sua Intelligenza Artificiale su testi scritti da esseri umani, e quindi non contaminati da altre AI.

    Perché distruggere un libro dopo averlo pagato regolarmente, davanti a un giudice americano, ti mette in una posizione legale migliore che scaricarlo gratis da internet? Perché dietro un allarmante numero sui “libri avvelenati” c’è un’azienda che quei libri ve li vuole vendere?

    Se pensavate che la carta stampata fosse ormai roba superata, preparatevi a ricredervi: non è mai stata così preziosa.

    Buon ascolto!



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    8 min
  • Il monopolio a due gambe

    Se doveste indovinare quale paese produce quasi ogni singolo robot umanoide venduto al mondo, probabilmente ci azzecchereste al primo tentativo. Quello che forse non sapete è in che percentuale: il 97%.

    Insomma, un vero e proprio plebiscito! E la parte più curiosa non è nemmeno questa, ma piuttosto scoprire chi compra tutti questi robot, perché la risposta ridimensiona (almeno in parte) l'idea di un'invasione globale in arrivo dai magazzini cinesi.

    Nel mezzo di tutto questo, una delle due aziende che si dividono il mercato ha scelto proprio pochi giorni fa di debuttare in borsa a Shanghai, con una domanda di sottoscrizioni fuori scala.

    Vi racconto numeri, tempismi sospetti e la distanza siderale tra Pechino e tutti gli altri, Tesla compresa.

    Buon ascolto!



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    8 min
  • Il giudizio, fatturato

    Chi ha scritto davvero il report che la tua azienda ha pagato profumatamente per ricevere consigli su come usare l’Intelligenza Artificiale?

    Da quando è scoppiato il caso PwC, la domanda non è più retorica. Quattro report pieni di citazioni inventate, un blogger adolescente con 280 follower spacciato per fonte affidabile, un framework che non esiste ma che secondo il documento avrebbe già convinto interi governi. E PwC non è nemmeno l’unica delle grandi firm ad esserci cascata.

    Cosa succede quando il prodotto più caro venduto dalla consulenza, il giudizio professionale, viene delegato a un chatbot senza che nessuno controlli l’output prima di spedirlo al cliente?

    Buon ascolto.



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    10 min
  • La generosità ha sempre un prezzo

    Vi è mai capitato di sentire una frase così bella da suonare quasi sospetta? È quello che mi è successo qualche giorno fa, ascoltando Xi Jinping aprire la World AI Conference di Shanghai: parla di “sinfonia globale” invece che di “esibizione da solista”, e nel frattempo annuncia 5000 borse di formazione gratuite per il Sud del mondo e una nuova organizzazione internazionale con sede, guarda caso, proprio a Shanghai.

    Oggi parliamo di questo: di generosità tecnologica, di guerra dei chip, e di quella domanda che non ci facciamo quasi mai quando qualcuno ci offre qualcosa gratis. Chi regala accesso a una tecnologia potentissima, cosa si tiene per sé? E soprattutto: è più libero chi riceve lo strumento, o chi può permettersi di farsi domande su come è stato costruito?

    Buon ascolto.



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    6 min
  • Quattro assi per un carattere

    Anthropic ha passato al setaccio 309.815 conversazioni per scoprire che il suo assistente non è sempre la stessa entità. Cambia personalità a seconda del modello e, soprattutto, a seconda della lingua in cui gli scrivi.

    Partiamo dal fatto più buffo, se vogliamo chiamarlo così: un’azienda che costruisce modelli linguistici ha appena pubblicato uno studio per capire se il proprio prodotto di punta si comporta in modo coerente. La risposta, in breve, è no. O meglio: dipende. Dipende da quale versione di Claude stai usando e dipende dalla lingua che parli con lui. Il report, uscito qualche giorno fa, si intitola “Claude’s values across models and languages” ed è il seguito di un lavoro precedente, “Values in the Wild”, in cui i ricercatori avevano già passato a rassegna 700.000 conversazioni per catalogare più di 3.000 valori diversi espressi da Claude nelle risposte.

    Un catalogo di 3.000 voci è ingestibile, quindi in questo nuovo studio il team ha fatto un lavoro di sintesi: ha raggruppato quei valori in 339 categorie e poi, con una tecnica di riduzione dimensionale, li ha compressi ulteriormente in quattro assi comportamentali.



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    9 min

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