Mancanze in versi - Poesie di Filippo Ruggieri

Mancanze in versi - Poesie di Filippo Ruggieri

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Mancanze in versi - Poesie di Filippo Ruggieri episodes

  • Inarrivabile
    La guerra con mio padre
    Quella con mia madre
    A chi me li ricordava
    Al sistema
    Mi hanno dato da vivere
    Per una vita

    Sono un soldato senza bandiera
    Che si nutre di ingordigia
    In un'epoca meschina
    Durante una guerra che non è la mia
    Ma che mi appartiene
    E mi coinvolge

    Contrazioni in tutto il corpo
    Si spostano abilmente
    Oggi sono io
    A non credere in me stesso
    Nulla mi interessa
    A nulla mi interesso

    Dentro sento il ghiaccio
    Il fastidio
    Fa più paura
    Del dolore
    Sento la voce di mia madre
    Cantare canzoni per bambini

    Non mi innamoro delle donne
    Ma di come mi guardano
    Di come mi parlano
    Mi innamoro di me stesso
    Quando mi sento al centro
    La verità più triste che so
    Su di me

    La ricchezza
    piangere liberamente
    Smetterla di nascondersi
    Vorrei possederla

    Sono ben oltre il limite
    Della sopportazione
    L'aria delle cliniche
    Della redenzione
    Dove ogni mio simile
    Ha il coraggio di inventare
    La speranza di vivere
    A un passo dal crollare

    Lasciarsi andare è impossibile
    Incessante solitudine
    La pazienza è inquietudine
    Non ho fiducia nel domani
    L'amore che voglio appare
    inarrivabile

    Da quando
    Nel cielo
    Della notte
    Trovo solo malinconia
    Ho imparato ad
    Aspettare

    La vita è un maestro severo
    Che bacchetta le mani
    2 min
  • Ho trovato
    D'un tratto
    Così felice
    Cantare da solo
    Una canzone anni '90
    Sentire un' allegria
    Che mancava da settimane
    Scrivere poesie
    Senza poetica
    Quello che percepisco
    È pura verità

    Immagino l'iniimmaginabile
    Mi sento come non esistesse
    La solitudine
    Mi sono posato
    Su una fetta di paradiso
    Senza esserme reso conto

    Sorrido come stessi amando
    Qualcuno che mi sta aspettando
    E io lo sento come fosse qui

    Piango come fosse brutto
    La vita non mi ha abituato a questo
    All'adesso come fosse tutto
    tempo dove cogli il frutto

    Ero nel buio più disperso
    Cercavo te
    Dentro me stesso

    Ho trovato
    1 min
  • Tutti Fenomeni - Parlami di Dio
    Una delle pochissime canzoni geniali che sono uscite ultimamente, firmata da Tutti Fenomeni che stanco dei soliti discorsi richiede alla plebe di parlargli niente poco di meno che dell'Altissimo.
    7 min
  • Pianto di Natale
    Sentimento
    Compassione
    Un povero di spirito
    Stanotte
    Versa delle lacrime
    Cercando Dio

    Attitudine
    Attrazione
    Forse solo per caso
    È la notte di Natale

    Sia la vita
    Il viaggio disperato
    Il ritorno inatteso
    Del figliol prodigo
    Mai partito

    Dove sei stato
    Tutto questo tempo?
    Darsi tante arie
    Disperse poi in un vento
    Cuore che semina tempesta
    In un'orto di cemento
    Quali frutti
    Speri di cogliere
    In una città fantasma?

    Pianto di Natale
    Imprecare convizione
    Atroce camminare
    Attorno a sé

    Sia la vita
    Il coraggio di fermarsi
    Un lungo sentiero
    Che correndo
    senza tregua
    Pare passi
    tanto in fretta
    2 min
  • Nessuno
    Non so dove sei
    Non posso incontrarti
    Non posso parlarti
    Non posso sostenerti

    Ancora non riesco a dimenticarti
    Il tuo ricordo è un dolce sospiro
    In cui rifugiarmi

    L'amore degli altri
    Mi parla di noi

    A volte mi uccide
    Aggrapparmi
    A te
    Lo faccio lo stesso

    Sono
    Il tuo ladro di momenti
    Oggi
    Custode di sogni

    Vorrei prendermi cura
    Della tua vita
    Assistere silenzioso
    La tua libertà

    Per averti
    Baratterei
    I miei risultati più grandi
    L'applauso più forte che ho ricevuto
    L'abbraccio più bello che ho sentito
    È una visione che parla di te

    Nomade da sempre
    La vita mi ha insegnato l'amore
    Attraverso un vetro
    Mi ha dato il tuo cuore
    Per riprenderlo indietro
    In un attimo
    Senza uno spiraglio
    Di quello che siamo stati
    Lasciandomi i dubbi
    Su quello che sarebbe potuto
    Essere
    E non sarà mai

    Sei il mio rimorso
    Da quando ho smesso
    Coi rimpianti
    Nessuna parola è in grado
    Di darti
    Quello che desidero comunicarti

    Nessuno ti amerà
    Come avrei potuto fare io
    2 min
  • L'Audiolibro di Morgan
    Sono reduce da un viaggio quasi onirico, un lento trasporto in un mondo veloce, un ascolto pieno, intenso da cui sono certo di essere uscito senz'altro cresciuto, è questa l'impressione che si ha quando si ha a che fare con la qualità, con l'arte. Parole e musica, musica e parole, una combo che il maestro Marco Castoldi conosce bene e della quale non può fare a meno. L'ho ascoltato come lui ha richiesto ai suoi fan, dall'inizio alla fine, avevo già letto il libro ma la sua interpretazione ha dato un nuovo risvolto al verbo e l'ho accolto così come lui ha voluto, con quelle musiche con cui avrebbe potuto fare un disco che da anni non fa. Un grande progetto che consiglio a tutti, 5 ore , forse troppe, forse troppo poche ma sicuramente in questo progetto c'è l'essenziale di un uomo che campasse 100 anni avrebbe comunque ancora troppo da dire. Una vita non basta per descriverlo e ciò che mi sconvolge e che mentre io viaggio nella sua arte, il mondo fa i conti con la sua persona.
    Dopo l'esclusione a Sanremo di quest'anno la follia... Perché, mi domando, perché continui a darti in pasto alla plebe? A questa folla di personaggi che vogliono solo il tuo sangue. Si paragona al Cristo, in senso figurato, come uomo distrutto dal popolo, ma si incarna in un barabba pagliaccio e buffone che davanti all'attenzione non riesce a resistere e sfoga la sua rabbia rendendosi intrattenimento sterile per un gruppo di persone che forse neanche lo conosce.
    Sì perché chi come me ha ascoltato l'audiolibro non nutre simpatia per questi siparietti di Morgan, e non sto parlando del Sanremo scorso, lì ha profanato il palco dell'Ariston, è un pezzo di storia di storia della tv italiana, lì è un altro conto. Lui avrà pagato con sé stesso lo sconto, Bugo si è fatto una carriera di dischi venduti che non avrebbe mai potuto fare e tutti felici in fondo. Sto parlando di oggi... Sto parlando della tristezza che assale nel vedere un uomo preda dei propri deliri che finge di non capire logiche umane come il fatto che questa esclusione lo avrebbe portato a delirare in diretta, era necessario escluderlo come giudice e con la sua reazione conferma il tutto. Non è più il Morgan che in tv faceva Gag strepitose e che rispondeva con classe pur mantenendo l'odience, è solo lo specchio di quel Morgan, che come racconta sul suo libro, si nasconde per giorni perché si vergogna di essere in Tv.
    Del resto lo capisco... A volte quest'uomo sente di aver perso tutto ma la verità è che non ha perso niente, se non sé stesso, fortunatamente ritrovato da ogni suo ascoltatore nella sua musica che volente o nolente sarà l'unica cosa che resterà eterna, tra follie televisive e una vita privata che per quanto ci abbia divertiti, sarà sempre meno interessante delle sue creazioni.
    5 min

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