Medio Oriente: radici e presente

Medio Oriente: radici e presente

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Medio Oriente: radici e presente episodes

  • 6. 1948 l’anno che cambia tutto
    (00:00:00) 6. 1948 l’anno che cambia tutto
    (00:01:18) Le basi di un odio perpetuo
    (00:04:55) La spartizione della Palestina
    (00:09:11) Nasce Israele e scoppia il primo conflitto arabo-israeliano
    (00:12:12) Le diverse aspettative di ebrei e arabi

    Le vicende che porteranno alla nascita dello Stato di Israele sono strettamente legate a quello che succede in Europa dopo la presa del potere di Hitler in Germania. L’analisi di questo periodo è molto delicata perché se la tragedia del popolo ebraico a seguito della politica di sterminio della Germania nazista è nota a tutti, non altrettanta chiarezza è stata fatta sull'indifferenza che il mondo mostra nei confronti di discriminazioni e persecuzioni. È invece molto importante avere presente questa perché anche a causa di questa, non solo per l’efferatezza della politica nazista, si radica la convinzione degli ebrei che l’unica possibilità per mettersi al riparo dalle discriminazioni e dalle persecuzioni è quella di avere un luogo fisico e non solamente spirituale, da costruire e difendere con ogni mezzo per garantire la propria esistenza.
    L’altra faccia della medaglia è che questo innegabile diritto viene esercitato non su un territorio deserto, disabitato, abbandonato all’incuria, ma su un territorio abitato da un’altra popolazione che non si sente affatto, come di fatto non è, responsabile di quelle persecuzioni perpetrate da altri.
    Quello che è sentito come un diritto per gli ebrei è sentito come un sopruso dagli arabi palestinesi ed è difficile riuscire a trovare una ragione per cui costoro si sarebbero dovuti far carico di una tragedia nella quale non avevano alcuna responsabilità. 


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    15 min
  • 5. L’ordine francese: Siria, Libano e Nord Africa
    (00:00:00) 5. L’ordine francese: Siria, Libano e Nord Africa
    (00:02:40) Damasco tradita: dalla promessa di un regno arabo al mandato francese
    (00:07:20) Libano il confessionalismo si fa Stato
    (00:10:22) Il colonialismo francese nel Maghreb

    All’indomani della Prima guerra mondiale, la Francia si trova al centro di una ridefinizione profonda del proprio ruolo imperiale, muovendosi tra continuità e adattamento in due aree strategiche: il Medio Oriente e il Nord Africa. 
    Tra le due guerre la politica francese si articola su un doppio registro: da un lato un colonialismo “modernizzato” e giustificato sul piano internazionale nel Medio Oriente dei mandati, dall’altro un colonialismo più classico e consolidato nel Maghreb. In entrambi i casi, tuttavia, l’obiettivo rimane lo stesso: preservare il rango della Francia come grande potenza attraverso il controllo di spazi strategici, anche a costo di alimentare tensioni e resistenze che, con il passare degli anni, erodono le basi stesse del suo dominio.

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    14 min
  • 4. L'ordine britannico (II): Egitto e penisola arabica
    (00:00:00) 4. L'ordine britannico (II): Egitto e penisola arabica
    (00:01:05) L’Egitto: dall’autonomia all’ombra britannica
    (00:04:23) Penisola arabica, impero informale tra protettorati e stati indipendenti
    (00:05:23) L’ascesa dell’Arabia Saudita tra conquista, diplomazia e nuove alleanze
    (00:07:56) Dallo Yemen al Kuwait, lungo le coste della Penisola arabica

    Nel periodo tra le due guerre mondiali, la presenza britannica nei territori asiatici dell’ex Impero ottomano non si presenta come un sistema uniforme, ma come un mosaico di formule di dominio adattate alle diverse realtà locali. Londra combina strumenti differenti: regni formalmente indipendenti ma strettamente subordinati come Iraq e Transgiordania, amministrazione diretta in Palestina, una rete di protettorati nel Golfo (dal Kuwait a Qatar, Oman ed emirati) e relazioni privilegiate con Stati formalmente sovrani come Arabia Saudita e Yemen. Ne emerge un sistema flessibile, capace di esercitare influenza senza ricorrere sempre allo stesso modello di controllo. Alla base di questa architettura vi sono interessi strategici molto concreti: da un lato, la necessità di proteggere le rotte imperiali verso l’Asia, vero asse vitale dei collegamenti britannici; dall’altro, l’urgenza crescente di assicurarsi accesso e dominio sulle risorse energetiche della regione, in particolare il petrolio, destinato a diventare centrale negli equilibri globali del Novecento. Su queste premesse si costruiscono le traiettorie dei singoli territori, nel precedente episodio abbiamo analizzato la situazione in Iraq, Transgiordania e Palestina, mentre in questo ci focalizziamo su Egitto e penisola arabica.

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    17 min
  • 3. L'ordine britannico (I): Iraq, Transgiordania e Palestina
    (00:00:00) 3. L'ordine britannico (I): Iraq, Transgiordania e Palestina
    (00:02:34) Iraq: dalla rivolta anticoloniale allo Stato fragile sotto tutela
    (00:07:00) La Transgiordania tra Impero britannico e ambizioni hascemite
    (00:09:19) In Palestina si semina un odio perpetuo

    Nel periodo tra le due guerre mondiali, la presenza britannica nei territori asiatici dell’ex Impero ottomano non si presenta come un sistema uniforme, ma come un mosaico di formule di dominio adattate alle diverse realtà locali. Londra combina strumenti differenti: regni formalmente indipendenti ma strettamente subordinati come Iraq e Transgiordania, amministrazione diretta in Palestina, una rete di protettorati nel Golfo (dal Kuwait a Qatar, Oman ed emirati) e relazioni privilegiate con Stati formalmente sovrani come Arabia Saudita e Yemen. Ne emerge un sistema flessibile, capace di esercitare influenza senza ricorrere sempre allo stesso modello di controllo. Alla base di questa architettura vi sono interessi strategici molto concreti: da un lato, la necessità di proteggere le rotte imperiali verso l’Asia, vero asse vitale dei collegamenti britannici; dall’altro, l’urgenza crescente di assicurarsi accesso e dominio sulle risorse energetiche della regione, in particolare il petrolio, destinato a diventare centrale negli equilibri globali del Novecento. Su queste premesse si costruiscono le traiettorie dei singoli territori, che in questo episodio andiamo ad analizzare più da vicino la situazione in Iraq, Transgiordania e Palestina, mentre nel prossimo episodio ci focalizzeremo su Egitto e penisola arabica.

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    18 min
  • 2. I nazionalismi e le spartizioni post-belliche
    (00:00:00) 2. I nazionalismi e le spartizioni post-belliche
    (00:00:30) La penisola arabica, perennemente in bilico tra centralità e periferia
    (00:03:17) Nascita e radicamento dei nazionalismi in Medio Oriente
    (00:07:03) Le grandi promesse e la spartizione tra le potenze europee

    Prosegue la fotografia dell'area mediorientale tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento con un approfondimento sulla situazione della penisola arabica, in parte ottomana, ma in parte con un'evoluzione molto diversa.
    In questo episodio andremo poi ad analizzare l'evoluzione dei nazionalismi nati in Medio Oriente, come quello turco e quello arabo, e del sionismo, nato in Europa ma con un impatto enorme nell'area che stiamo indagando.
    L'episodio si conclude con le grandi spartizioni post-belliche e l'invenzione dei mandati, la nuova forma di colonialismo "legittimata" dal diritto internazionale.

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    13 min
  • 1. Il crollo degli imperi
    (00:00:00) 1. Il crollo degli imperi
    (00:02:17) L’Impero Ottomano: il grande malato
    (00:13:17) Dall’Impero persiano all’Iran moderno

    La storia di quest’area è straordinariamente antica e complessa: è qui che compaiono alcune delle prime forme di insediamento umano stabile già in epoca preistorica, ed è qui che nascono alcune delle più grandi civiltà della storia, dalle città-stato della Mesopotamia lungo il Tigri e l’Eufrate, ai regni millenari dell’antico Egitto sulle rive del Nilo, fino ai grandi imperi persiani che hanno unificato territori vastissimi e diversi.
    Un passato così profondo continua ancora oggi a lasciare tracce nelle culture, nelle identità e nei conflitti della regione. Tuttavia, per comprendere il Medio Oriente contemporaneo, partiremo da una fase molto più recente: una “fotografia” dell’area tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, momento cruciale in cui si pongono le basi degli equilibri, e degli squilibri, attuali. Andremo quindi ad approfondire due delle tre grandi macro-aree nelle quali sono compresi gli stati che andranno a comporre il Medio Oriente contemporaneo: Impero ottomano, Impero persiano, mentre la terza area, la pensiola arabica, verrà analizzata nel prossimo episodio.

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    18 min

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Un viaggio nel cuore del Medio Oriente per capire davvero il presente attraverso le sue radici profonde. Dalla nascita del Medio Oriente moderno tra Ottocento e Novecento fino alle tensioni…