Oggi in Cristo

Meglio la grazia che la paga!


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(Testo di riferimento: Matteo 20,1-16 - La Bibbia)



Chi sarà il più grande nel regno dei cieli? Cosa fare per essere buoni? Cosa avrebbero ricevuto coloro che avevano lasciato ogni cosa per seguire Gesù?



Negli episodi precedenti abbiamo visto che Gesù era spesso incalzato da domande come queste, anche da parte dei suoi discepoli. Queste domande mettevano in luce una sorta di competizione tra loro per stabilire chi fosse il più meritevole, chi avesse fatto di più e avrebbe quindi ricevuto di più.



Gesù, propose quindi una parabola che illustra in modo inequivocabile che il rapporto tra Dio e l'uomo si basa sulla bontà di Dio, non sui meriti dell'uomo.



Ne parliamo in questo episodio 47 della serie sul vangelo di Matteo.



«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa, il quale uscì di mattino presto per assumere dei lavoratori per la sua vigna. Accordatosi con i lavoratori per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna. Uscito di nuovo verso l'ora terza, ne vide altri che se ne stavano sulla piazza disoccupati e disse loro: "Andate anche voi nella vigna e vi darò quello che è giusto". Ed essi andarono. Poi, uscito ancora verso la sesta e la nona ora, fece lo stesso. Uscito verso l'undicesima, ne trovò degli altri che se ne stavano là e disse loro: "Perché ve ne state qui tutto il giorno inoperosi?" Essi gli dissero: "Perché nessuno ci ha assunti". Egli disse loro: "Andate anche voi nella vigna". (Matteo 20, 1-7) 



Come sempre Gesù utilizza illustrazioni tratte dalla vita di tutti i giorni per illustrare ai suoi discepoli realtà spirituali importanti.



Non c'è nulla di difficile da capire in questo brano. Abbiamo un padrone di casa che ha una vigna e, al mattino, va a cercare lavoratori da assumere per la giornata. Si accorda con loro per un denaro al giorno.



Poi, però, dopo qualche ora va a vedere se ci sono altri lavoratori disponibili e, fece così, ogni tre ore fino alle tre di pomeriggio. Infine, in maniera sorprendente, si reca in piazza anche all'undicesima ora, quindi proprio nell'ultima ora lavorativa della giornata , verso le cinque di pomeriggio per vedere se ci sono ancora persone senza lavoro.



Questo comportamento strano ci dà un'indicazione precisa sul carattere di questo datore di lavoro. Egli vuole dare a più persone possibili l'opportunità di guadagnare qualcosa per sfamare la propria famiglia. Sa bene che quelli che non erano stati assunti da nessuno durante la giornata, sarebbero tornati a casa a mani vuote, e allora li chiama a dare una mano agli altri lavoratori almeno per l'ultima ora.



Alla fine della giornata, è il momento di ricevere la paga e c'è una sorpresa:



Fattosi sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: "Chiama i lavoratori e da' loro la paga, cominciando dagli ultimi fino ai primi". Allora vennero quelli dell'undicesima ora e ricevettero un denaro ciascuno. Venuti i primi, pensavano di ricevere di più; ma ebbero anch'essi un denaro per ciascuno. Perciò, nel riceverlo, mormoravano contro il padrone di casa dicendo: "Questi ultimi hanno fatto un'ora sola e tu li hai trattati come noi che abbiamo sopportato il peso della giornata e sofferto il caldo".  (Matteo 20, 8-12)



Diciamo la verità. Ci viene un po' da simpatizzare con questi lavoratori che hanno faticato tutto il giorno e hanno ricevuto la stessa paga di coloro che hanno lavorato solo un'ora. Sembra strano. Sembra ingiusto.



Ma, dal punto di vista formale, possono davvero lamentarsi con il padrone di casa? Sta davvero facendo loro un torto? Vediamo cosa rispose Gesù.



Ma egli,
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Oggi in CristoBy Omar Stroppiana