Tra numeri e dignità ritrovata: questa puntata racconta la scelta repubblicana e il referendum del 2 giugno 1946 nell'Italia che esce dal fascismo. Dalla dittatura dell'"uno" — un capo, un partito, un pensiero, in cui la matematica era un'opinione e la dignità del popolo restava sempre zero — fino alla ricostruzione democratica del dopoguerra, emerge un passaggio decisivo nella storia del Paese. Il 2 giugno 1946 segna una svolta: 28.000.000 di italiani sono chiamati a indicare la forma dello Stato e, per la prima volta, le donne votano. Non solo una conta di schede, ma la traduzione di percentuali e proporzioni nelle volontà di tutti: 556 padri e madri costituenti, 375 sedute, 20 mesi di lavoro per dare nuove basi democratiche allo Stato italiano. Una proporzione che non chiede fredde dimostrazioni scientifiche ma appassionate lucidità umane — 1 sta a dittatura come 556 sta a democrazia — e che pone le fondamenta dei diritti e della democrazia nel nuovo Stato nato dalle prime elezioni libere dopo il fascismo. Da 80 anni 2, 6, 1946 è un oggi. Sempre.
Il podcast "Memorie e Orizzonti: racconti di Repubblica, Costituzione, Democrazia" è a cura di Mirco Zanoni e Paolo Papotti.