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I Giochi Olimpici Invernali 2026 appena conclusi si portano dietro una scia di emozioni e grandi risultati sportivi e di immagine. Un po’ come la fiera che li ha preceduti di una settimana. Tornati però alla quotidianità, quali considerazioni possiamo fare sul contesto economico e sociale in cui viviamo?
Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina dovevano essere le prime davvero ecosostenibili, secondo le direttive del Comitato Olimpico Internazionale. Alla fine, però, il loro costo complessivo, tra spese dirette e indirette, è stimato sfiorare i 6 miliardi di euro, circa lo 0,3% del Pil italiano 2025 e oltre quattro volte la previsione iniziale di 1,3 miliardi.
Il caso simbolo potrebbe essere, proprio a Cortina d'Ampezzo, la pista da bob, disciplina che in Italia conta meno di mille atleti. La spesa per tale pista è più che raddoppiata, ha richiesto l'abbattimento di 500 larici centenari, piantati per contenere l'erosione del terreno, e per mantenere il ghiaccio occorre l'equivalente energetico di settemila frigoriferi. Frigoriferi in montagna, in una nazione dove nel solo 2025, secondo un rapporto di Legambiente, hanno chiuso 265 impianti di risalita per mancanza di neve e costi elevati.
Se la sostenibilità è saltata, almeno la strategia dietro gli impianti e i fabbricati realizzati per l’occasione dovrebbe avere un senso. Il villaggio olimpico di Milano è sorto in un'area centrale della metropoli con l’impegno di riconvertirlo in residenze per studenti, oggi costretti a spendere anche 500-600 euro per una stanza. Vedremo se la promessa reggerà. A Cortina, invece, quasi 40 milioni di euro per un villaggio che verrà smontato a fine giochi.
Eppure… Abbiamo assistito a due cerimonie splendide. Il made in Italy e il nostro saper vivere hanno fatto il giro del mondo, con apprezzamenti che segneranno il futuro ricettivo del paese. Trenta medaglie. Ha perfino nevicato.
Data anche la parziale concomitanza temporale, si potrebbe fare un parallelismo con l’ultimo Mido: un’edizione del più grande salone internazionale dell’ottica ben organizzata, con visitatori da oltre 160 paesi che hanno apprezzato l’ampia offerta merceologica. E grande entusiasmo tra gli operatori nelle tre giornate di fiera. Tuttavia il sentiment dei centri ottici, almeno in Italia, in questo primo scorcio di 2026 non appare all’insegna dell’ottimismo.
Per quanto riguarda le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 non dovremo dunque dimenticarci del successo registrato in quelle due settimane di gare, cui farà sicuramente seguito quello delle prossime Paralimpiadi. Il presente però non cancella ciò che è mancato: una visione di medio-lungo termine. L'impressione è che nel nostro paese si sia smarrito quel buon senso del padre di famiglia che guidò l'Italia nella ricostruzione del secondo dopoguerra: lo stesso che portò in America il primo Presidente della Repubblica, Enrico De Nicola, a cercare fondi per l’Italia, con il cappotto usato.
Nicola Di Lernia
By Fabiano EditoreI Giochi Olimpici Invernali 2026 appena conclusi si portano dietro una scia di emozioni e grandi risultati sportivi e di immagine. Un po’ come la fiera che li ha preceduti di una settimana. Tornati però alla quotidianità, quali considerazioni possiamo fare sul contesto economico e sociale in cui viviamo?
Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina dovevano essere le prime davvero ecosostenibili, secondo le direttive del Comitato Olimpico Internazionale. Alla fine, però, il loro costo complessivo, tra spese dirette e indirette, è stimato sfiorare i 6 miliardi di euro, circa lo 0,3% del Pil italiano 2025 e oltre quattro volte la previsione iniziale di 1,3 miliardi.
Il caso simbolo potrebbe essere, proprio a Cortina d'Ampezzo, la pista da bob, disciplina che in Italia conta meno di mille atleti. La spesa per tale pista è più che raddoppiata, ha richiesto l'abbattimento di 500 larici centenari, piantati per contenere l'erosione del terreno, e per mantenere il ghiaccio occorre l'equivalente energetico di settemila frigoriferi. Frigoriferi in montagna, in una nazione dove nel solo 2025, secondo un rapporto di Legambiente, hanno chiuso 265 impianti di risalita per mancanza di neve e costi elevati.
Se la sostenibilità è saltata, almeno la strategia dietro gli impianti e i fabbricati realizzati per l’occasione dovrebbe avere un senso. Il villaggio olimpico di Milano è sorto in un'area centrale della metropoli con l’impegno di riconvertirlo in residenze per studenti, oggi costretti a spendere anche 500-600 euro per una stanza. Vedremo se la promessa reggerà. A Cortina, invece, quasi 40 milioni di euro per un villaggio che verrà smontato a fine giochi.
Eppure… Abbiamo assistito a due cerimonie splendide. Il made in Italy e il nostro saper vivere hanno fatto il giro del mondo, con apprezzamenti che segneranno il futuro ricettivo del paese. Trenta medaglie. Ha perfino nevicato.
Data anche la parziale concomitanza temporale, si potrebbe fare un parallelismo con l’ultimo Mido: un’edizione del più grande salone internazionale dell’ottica ben organizzata, con visitatori da oltre 160 paesi che hanno apprezzato l’ampia offerta merceologica. E grande entusiasmo tra gli operatori nelle tre giornate di fiera. Tuttavia il sentiment dei centri ottici, almeno in Italia, in questo primo scorcio di 2026 non appare all’insegna dell’ottimismo.
Per quanto riguarda le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 non dovremo dunque dimenticarci del successo registrato in quelle due settimane di gare, cui farà sicuramente seguito quello delle prossime Paralimpiadi. Il presente però non cancella ciò che è mancato: una visione di medio-lungo termine. L'impressione è che nel nostro paese si sia smarrito quel buon senso del padre di famiglia che guidò l'Italia nella ricostruzione del secondo dopoguerra: lo stesso che portò in America il primo Presidente della Repubblica, Enrico De Nicola, a cercare fondi per l’Italia, con il cappotto usato.
Nicola Di Lernia