Non è appariscente come Roma o Firenze ma è stata molto amata. Milano ha ricevuto decine di dichiarazioni d'amore dagli autori che l'hanno conosciuta. Dichiarazioni letterarie. Il primo a dichiararsi è stato Henry Beyle, in arte Stendhal che sulla sua tomba ha voluto l'epitaffio "Henry Beyle milanese". "Ho adorato e adoro ancor una donna chiamata Mille-ans" scrisse quando arrivò in città al seguito di Napoleone. Dopo di lui tanti altri grandi scrittori hanno scandagliato le attrattive ambrosiane con sentimenti profondi e complessi. Carlo Emilio Gadda amava e odiava la sua "svergolata Milano", Giovanni Verga ammirava "la città più città d'Italia". Elio Vittorini, Eugenio Montale, Giovanni Raboni, Giovanni Testori, Dino Buzzati, Alda Merini e tanti altri l'apprezzavano quietamente. Alberto Savinio, fratello di Giorgio De Chirico, dedicò al capoluogo lombardo un libro-manifesto: "Ascolto il tuo cuore città". Immaginiamo di passeggiare a caso dentro la Cerchia dei Bastioni, tra la piazza del duomo e la galleria ascoltando le parole d'amore per lei.
"Ci sono città di evidente bellezza che si danno a tutti, e altre segrete, che amano essere scoperte, Milano appartiene a questa specie, al punto che riesce difficile stabilire le ragioni del suo fascino. Io credo che esso consista innanzi tutto nella sua "classe".
Carlo Castellaneta, Nostalgia di Milano.
Elleboro Editore - AA. VV.