
Sign up to save your podcasts
Or


Ospiti della puntata di oggi Renato Sarti, direttore del Teatro della Cooperativa e Rossella Fava, attrice e autrice dello spettacolo M(Other).
L'intervista è iniziata con Renato Sarti che ha spiegato il titolo dello spettacolo M(Other), M sta per "mamma" mentre Other dall'inglese sta per "gestazione" e "altri". Il direttore ha spiegato che questa stagione teatrale riserverà attenzione al mondo femminile e temi di attualità per «far sì che chi va a teatro veda quello che prova tutti i giorni».
Sarti fa riferimento alla "Trilogia del benessere", un trittico di atti unici scritto dallo stesso Renato come critica alla società consumistica e al degrado sociale nascosto dall'apparente benessere.
Fabio a questo punto gli domanda il perché abbia deciso di concentrarsi sul tema del mondo femminile e il direttore del teatro risponde facendo appello alla questione delle grandi divinità greche del passato. Infatti, un tempo le divinità erano tutte di sesso femminile e solo successivamente ci fu l'usurpazione da parte dell'uomo che le fece diventare in gran parte divinità maschili. A questo punto il direttore si chiede se anche la figura di Dio abbia subito quest'usurpazione, lasciandoci con una domanda aperta: «perché l'immagine di Dio deve essere maschile? Dio era donna?».
Successivamente si è collegata con noi Rossella Fava, creatrice e attrice di M(Other) che ci ha spiegato come è nata l'idea di questo spettacolo. L'autrice ha indagato la questione della gestazione via surrogata in Italia e sulle conseguenze del divieto di gestazione, intervistando madri gestanti da tutto il mondo e raccogliendo un archivio corposo di diverse storie. Ha inventato la vicenda ambientandola tra il 2010 - 2019, anni in cui si è inasprita la legge n. 40/2004 recante norme sulle tecniche di procreazione medicalmente assistita.
Fava ha cercato di ritrarre il volto più umano, le speranze e i dubbi dei genitori intenzionali durante questo lungo "calvario". Ha voluto sottolineare come l'esperienza di madre surrogata non sia la stessa in tutto il mondo poiché ci sono Paesi in cui le donne non possono scegliere perché costrette da motivazioni economiche e altri in cui scelgono liberamente. Rossella ha sollevato la questione del desiderio di avere un figlio nonostante la sterilità, domandandosi del perché si arrivi a fare questa scelta e se è più egoistico «fare o non fare dei figli».
Come si può notare molte questioni rimangono aperte, l'attrice di M(Other) ci invita a venire a teatro per vedere tutta la verità e uscire più intelligenti ed empatici verso l'altro.
By Spazio Umano APSOspiti della puntata di oggi Renato Sarti, direttore del Teatro della Cooperativa e Rossella Fava, attrice e autrice dello spettacolo M(Other).
L'intervista è iniziata con Renato Sarti che ha spiegato il titolo dello spettacolo M(Other), M sta per "mamma" mentre Other dall'inglese sta per "gestazione" e "altri". Il direttore ha spiegato che questa stagione teatrale riserverà attenzione al mondo femminile e temi di attualità per «far sì che chi va a teatro veda quello che prova tutti i giorni».
Sarti fa riferimento alla "Trilogia del benessere", un trittico di atti unici scritto dallo stesso Renato come critica alla società consumistica e al degrado sociale nascosto dall'apparente benessere.
Fabio a questo punto gli domanda il perché abbia deciso di concentrarsi sul tema del mondo femminile e il direttore del teatro risponde facendo appello alla questione delle grandi divinità greche del passato. Infatti, un tempo le divinità erano tutte di sesso femminile e solo successivamente ci fu l'usurpazione da parte dell'uomo che le fece diventare in gran parte divinità maschili. A questo punto il direttore si chiede se anche la figura di Dio abbia subito quest'usurpazione, lasciandoci con una domanda aperta: «perché l'immagine di Dio deve essere maschile? Dio era donna?».
Successivamente si è collegata con noi Rossella Fava, creatrice e attrice di M(Other) che ci ha spiegato come è nata l'idea di questo spettacolo. L'autrice ha indagato la questione della gestazione via surrogata in Italia e sulle conseguenze del divieto di gestazione, intervistando madri gestanti da tutto il mondo e raccogliendo un archivio corposo di diverse storie. Ha inventato la vicenda ambientandola tra il 2010 - 2019, anni in cui si è inasprita la legge n. 40/2004 recante norme sulle tecniche di procreazione medicalmente assistita.
Fava ha cercato di ritrarre il volto più umano, le speranze e i dubbi dei genitori intenzionali durante questo lungo "calvario". Ha voluto sottolineare come l'esperienza di madre surrogata non sia la stessa in tutto il mondo poiché ci sono Paesi in cui le donne non possono scegliere perché costrette da motivazioni economiche e altri in cui scelgono liberamente. Rossella ha sollevato la questione del desiderio di avere un figlio nonostante la sterilità, domandandosi del perché si arrivi a fare questa scelta e se è più egoistico «fare o non fare dei figli».
Come si può notare molte questioni rimangono aperte, l'attrice di M(Other) ci invita a venire a teatro per vedere tutta la verità e uscire più intelligenti ed empatici verso l'altro.